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per coloro cui piace presumere

10 regole fondamentali per vincere un trofeo di calcio per nazioni in Italia.

1. Mai accoccolarsi su un clima tranquillo e pacato e sicuro. La nazionale italiana è fatta da miliardari under-30, non da maturi filosofi. Funzionano solo le scudisciate.

2. Per far gruppo interno serve un nemico esterno. Gli ultimi due mondiali li abbiamo vinti giocando contro la stampa (’82) e contro il resto del mondo (’06).

3. Mai, mai, mai rinnegare la scaramanzia. Con tutto il positivismo di questo mondo: glissare, non negare. Porta male.

4. Per un allenatore, rilasciare dichiarazioni pre-partita come “dicono di me che ho l’alito che puzza d’aglio” equivale a dire alla squadra “sono in un trip malato e non ne uscirò senza una batosta”.

5. E’ sconveniente criticare i metodi-Capello, per quanto detestabili siano, se ti chiami Donadoni e il massimo che hai saputo fare da allenatore è farti esonerare dal Livorno

6. I Di Natale possono giocare un europeo solo se entrano nella condizione psicologica comunemente chiamata “stato di grazia”. Non basta fare i cento metri in 7”, se non hai esperienza internazionale le gambe ti cedono anche di fronte ad un Ojier qualsiasi.

7. Flessibilità  mentale. Inutile costruirsi delle gerarchie in due anni di qualificazioni, perché la condizione psicologica e mentale con la quale i giocatori arriveranno al torneo saranno sicuramente diverse da quelle di due anni prima.

8. Non-asservimento al potere e alla stampa. Anche a quel potere che ti ha collocato immeritatamente su quella poltrona, Donadoni. Anche ad Albertini e Galliani, sì. Perché schierare il quinto centrocampo italiano lasciando in panca il secondo è solo asservimento.

9. Osare. Materazzi è bolso e non ci sono debiti di riconoscimento da pagare. Se ce n’erano, ecco: li abbiamo saldati giusto ieri. Gattuso è fuori forma, e lo è da un anno: fatelo rifiatare. Barzagli è improponibile a questi livelli e viene dalla terzultima difesa del campionato. Osare.

10. Se non riesci a costruire un gruppo, pesca Paolo Rossi. C’è sicuramente. Forse è Cassano, forse Del Piero, forse Borriello, o Aquilani, ecco, Aquilani. C’è sicuramente. Trovalo, fai solo questo Donadoni: trovalo e fallo giocare sempre.

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4 thoughts on “10 regole fondamentali per vincere un trofeo di calcio per nazioni in Italia.
  • markingegno scrive:

    Donadoni mi piace; come uomo. Nel senso che e’ una brava persona, niente di sessuale, eh. Pero’ mi piaceva, ed e’ una brava persona anche Simoni, e ho detto tutto. “Osare” o “Pescare il Paolo Rossi di turno” non e’ il loro forte.

    A parte questo non so chi ha titolato “ridatece Lippi” o qualcosa del genere. Roba da Studio Aperto, o peggio. Se possibile.
    Sperém.

  • Telemaco scrive:

    Era il titolo a 9 colonne su Tuttosport. Epico :D

  • Mattia scrive:

    Si sa, in Italia siamo tutti CT.

  • Telemaco scrive:

    Per non parlare delle mezze stagioni quando qui era tutta campagna.

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