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per coloro cui piace presumere

Adotta una tetta – uno dei soliti metapipponi in cui incappi se mi leggi.

Su Friendfeed - il robo che fa sì che il mio tasso di posting su blog sia ulteriormente diradato -ad intervalli regolari e sempre più frequenti si tende a parlare… di Friendfeed; uno degli esercizi di stile più frequente è la lamentela riguardo alle conversazioni più di successo sul mezzo. Secondo la minoranza rumorosa i thread più rappresentativi di Friendfeed in questo momento sarebbero di due tipi: quelli che attirano con immagini soft-porno, e quelli lanciati da personaggi “forti”, attrattori di commenti e like indipendentemente dalla profondità del messaggio emesso.

Affronto questo meta-meta-argomento (onanismo, nothing more) oggi, sollecitato da alcune considerazioni di @markettara che si lamentava della mancanza di successo riscontrata su alcuni suoi messaggi riguardanti una campagna di sensibilizzazione su AIDS e HIV, campagna che provava a promuovere proprio su Friendfeed.

Questa storia del softporno e dei vip – e le lamentazioni sul tipo di conversazione più “di successo” in genere – ha stracciato i maroni: anche se questo fosse il vero trend delle conversazioni su friendfeed, 1) non è lamentadosene che lo si inverte, 2) probabilmente il mezzo (FF) condiziona a un certo tipo di conversazione “light”. Questo vuol dire che anche il più nobile dei messaggi (una campagna contro l’AIDS) se veicolato in maniera non immediatamente rilevante, passa inosservato. Ecco perché la tetta vince: design perfetto, desiderabilità, e tutti possono dire la loro.  La tetta (in senso lato) è quindi il testimonial ideale per una campagna di self-marketing su friendfeed.  (inciso: non funziona così anche la pubblicità? bambini, cuccioli e culi, quando un pubblicitario non ha idee sa benissimo cosa fare per attirare l’attenzione e sfangare una campagna; su friendfeed la trinità del colpo sicuro diventa “gattini, tecnologia e tette”. siamo lì).

Probabilmente il post di markettara sull’HIV non aveva lo stesso appeal di una bella tetta: regola numero 1, non farne una colpa all’audience. Dirò di più: medium is message, ma anche author is message; se vedo per due volte in una mattinata il link ad un’iniziativa sull’HIV che sfrutta come canale facebook (brrr) ed è veicolata da un mio contatto che ho sottoscritto ma che ha come nick “markettara”, io un po’ storco la bocca. Il suo post l’ho visto e non l’ho like-ato perché 1) non avevo voglia di approfondire; 2) date le condizioni precedenti non mi sentivo di appoggiarlo al buio.

E’ una mia colpa? Non credo. E’ colpa di Friendfeed? Non credo.

La domanda diventa: esiste la possibilità di veicolare “con successo” (intendendo per successo un congruo riscontro in termini di moneta sonante, ovvero like e commenti) messaggi “impegnati” su Friendfeed? La mia risposta è: naturalmente sì. Ma l’attenzione nella costruzione del messaggio da postare (e quindi il tempo impiegato per costruirlo, l’attenzione ai dettagli – dal copywriting alla scelta delle immagini finanche alla scelta dei nickname che lo devono veicolare per primi) deve essere direttamente proporzionale non tanto alla “pesantezza” del messaggio (peraltro difficile da misurare) quanto alla distanza dei contenuti del messaggio da quella che è la moda degli argomenti sul proprio canale. Insomma, non è la nobiltà dell’argomento trattato che farà sì che il proprio post venga apprezzato, notato, condiviso da altri; quanto la forma con cui lo si veicola.

Il rapporto costi/benefici, ecco, a questo punto diventa una ulteriore variabile da calcolare.

Corollario: una sottocategoria dei lamentatori è costituita dalla Confraternita degli Afflitti del follow di ricambio. Ovvero quelli che hanno passato un po’ di tempo a sottoscrivere i FFer da loro individuati come “Vip”, ne hanno passato parecchio aspettando di essere ricambiati, e che ad un certo punto non ce la fanno più e sfogano il loro rancore verso questi Vip che non li ricambiano e non sono Vip per nulla. Il cortocircuito logico alla base di questi comportamenti (umani e comprensibili, sia chiaro, ma visto che ho preso l’argomento…) è evidente: se l’utente n00b X ha sottoscritto Vip1, Vip2 e Vip3 in quanto Vip, perché loro dovrebbero ricambiare? n00b X non è mica un Vip.. Forse è n00b X che ha fatto il vero errore: sottoscrivendo per “fama” e non per contenuto alimenta lui per primo il meccanismo di cui, tempo qualche settimana, finirà per lamentarsi. Wake up, young n00b.

Colonna sonora: Metallica, “Sad but true”

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