Un tempo mi sarei scaldato molto di più per le leggi ad personam, e ancor di più per la salva-Rete4, e ancor di più per la gestione mafiosa della RAI e le telefonate con Saccà, e ancor di più per aver trattato il ruolo di ministro con la stessa leggerezza con cui si tratta una particina per una fiction: piazziamola qui ché me l’ha data calda.
Ora mi ci incazzo, sì, ma dura il tempo di uno zapping. Sta passando definitivamente un modello di totale permissivismo per chi è sulle poltrone che contano, e di controllo-sicurezza-limitazione delle libertà personali per chi è un normale cittadino. E io sono impegnato a pensare al mio sudore e a quanto manca per le ferie.
Non è anche un po’ colpa mia, se tutto questo è possibile? E tua?
Sì che lo è, inutile che chiudi il post per tornare alle bufale del giorno, tipo i-Doser.
Oh, finalmente l’ho detto. Per stasera dormi male tu, tu che mi hai letto.
4 Luglio 2008 alle 10:33 am
Stessa cosa qui.
La mia giustificazione è che non guardando praticamente mai la televisione italiana (salvo vedere i video in differita su internet se succede qualcosa di interessante) gli effetti delle macchinazioni RAI/Mediaset non influiscono su di me direttamente (ovvero influiscono su di me solo attraverso chi mi sta intorno) e quindi: chi se ne frega.
Ad un certo punto la gente spegnerà la TV?
O forse no?
4 Luglio 2008 alle 11:11 am
Io dico proprio di no. Non abbiamo “spento” i giornali, ne’ il cinema, ne’ la radio, perche’ dovrebbe accadere per la tv? Semplicemente il medium si adattera’ alle conquiste tecnologiche, all’evoluzione dei gusti della gente; probabilmente la spinta interattiva del web costringera’ ad una maggiore flessibilità anche la televisione. Ma che venga spenta.. non so. Anche pensando a evoluzioni nel rapporto tra uomo e media tipo Ambienti Intelligenti o Ubiquitous Computing, il ruolo dello schermo perde di assolutismo ma resta importante, e lo schermo che eroga unidirezionalmente resta ancora un modello di intrattenimento funzionale e funzionante.
5 Luglio 2008 alle 2:56 pm
A dir la verità io i giornali li ho spenti: Google news e le agenzie di stampa contengono le stesse notizie e sono anche più abile ad evitarmi paginate di “iDoser”, Annamaria Franzoni e Fa-caldo-devi-bere-acqua.
La radio è soppiantata dai podcast: ma meno male che per il momento RadioRai è un’isola felice. Il cinema è quel che è.
I media (si) stanno adattando (al)l’evoluzione dei gusti della gente.
Io non mi sto adattando.
Anche il mio schermo eroga unidirezionalmente, ma eroga solo quello che decido io quando decido io.
Non credo che la massificazione dei gusti della gente possa andare avanti ancora per molto: la così detta coda lunga dovrebbe arrivare a ribaltare il concetto di palinsesto e di controllo sui media rendendo i fornitori di contenuti più simili ad iTunes che a Rete 4,
Quando dovranno essere fatte le leggi per gestire questo tipo di provider cercherò di essere in prima linea (per quello che ne vale…)
5 Luglio 2008 alle 3:51 pm
Ma non possiamo fare una previsione sull’evoluzione dei media avendo come campione early-adopter, prosumer, geek e smanettoni come me o te (scegli tu la/e categoria/e dove inserirti :)).
Il tuo schermo diventa bidirezionale dal momento in cui è interattivo, ovvero dal momento in cui sei tu a scegliere cosa esso debba erogare.
Per quanto riguarda i content provider più simili a iTunes che a Rete4.. hai mai letto “Infinite Jest” di D.F. Wallace?
La maniera per lobotomizzare la si trova comunque, magari facendo cartello su quali pod rendere disponibili facilmente.
8 Luglio 2008 alle 12:50 am
Io mi candido per Geek, smanettone e entusiasta. Però conosco un po’ di gente che, da totale profana, si recupera, magari attraverso amici più Geek, serie e sottotitoli dagli Stati Uniti e parlo di persone che non hanno neanche una connessione a internet in qualche caso. Quindi, benché non sia un fenomeno di massa, ci sono già cambiamenti in corso fuori dalla cerchia dei “Soliti Geek” per il solo fatto che determinate tecnologie esistono.
Il fatto che la scelta televisiva sia desolante sta catalizzando lentamente la reazione. Ho visto messe in serie difficoltà da un videoregistratore, imparare ad usare con velocità eccezionale dei programmi di TV P2P per vedersi il tal evento sportivo che in Italia non dava neanche Sky
Mi segno “Infinite Jest” nella mia lista di libri da leggere, ma comunque penso: il pubblico (me compreso) si lobotomizza benissimo da solo senza bisogno di un controllo dall’alto. La prova? L’elenco dei video più visti su YouTube
L’ampia (infinita) scelta e libertà di produzione e fruizione saranno la frontiere da difendere,