o della sadica ed appagante arte di giudicare il lavoro altrui
-
Vieni a ballare in Puglia
Pubblicato da Telemaco il 23 Luglio 2008 in Ascolti Visioni
-
Influenze estive
Pubblicato da Telemaco il 2 Luglio 2008 in Ascolti Visioni
(lo scrivo qui sul mio blog perchè il sistema di gestione commenti del Mante mi marca come spam)
Scrive il buon Mantellini parlando della classifica aggiornata di Wikio che lo da al primo posto tra i blogger italiani (una classifica che mira a misurare l’influenza):
> Se fosse anche solo lontanamente vero
> Veltroni non avrebbe perso le elezioni di cosi
> tantoMa anche si’. Il punto non e’ quanto lui sia influente come blogger, ma la popolazione su cui attecchisce il virus influenzale. Altrimenti le liste-Grillo sarebbero il primo partito in Italia, no?
-
Aggregatori e meme-tracker #2 - BlogBabel
Pubblicato da Telemaco il 26 Giugno 2008 in Ascolti Visioni
Su Blogbabel parto prevenuto.
Non mi piace l’ipocrisia del mantra “la classifica non conta“.
Non mi piace la gestione del rapporto con gli utenti.
Non mi piace che i gestori siano così “attenti” alla loro posizione in classifica (ciao sw4n, non te la prendere, ci sono 4 link verso di te in questo post) [e un paio anche a te, Boh].
Non mi è piaciuta la gestione del caso Paul The Wine Guy, la velata accusa di essere stati minacciati di andare per avvocati, seguito dall’andare per avvocati pur di non implementare un opt-out.
Non mi piace lo stile di gestione della chiusura temporanea (a partire dal ridicolo messaggio-ripicca che ancora campeggia nella home, allo stile della già citata Orientalia4all che, dato che la classifica non conta, continua a pubblicare screenshot della classifica privata).Pare che Blogbabel stia per riaprire in una versione aggiornata. Ben venga. Nell’anteprima funzionale data da sw4n, oltre ad un sacco di buone intenzioni, si percepisce solo una scelta tipografica e stilistica più lineare. Del memetracker si parla ma non si fa vedere nulla. Della classifica, come detto, girano già gli screenshot; anche questa è una scelta che denota la filosofia del servizio.
Le novità più importanti sembrano riguardare le funzioni di ricerca (su libri, video, meme, blog), una pagina di dettaglio per singolo blog aggiornata, e la possibilità di filtrare le ricerche tramite geolocalizzazione (questa sì, una funzione molto interessante).
Al centro di Blogbabel, come si può evincere dalle funzionalità, non ci sono i meme e le conversazioni, ma i Blog. I blog in classifica, i blog che linkano, i blog che hanno la schermata di dettaglio (non le conversazioni, come sarebbe auspicabile, ma i blog).
E’ una scelta, legittima, che dal mio punto di vista allontana il servizio dal concetto di meme-tracker.
Detto questo, Blogbabel sarà un successo, perché continuerà ad offrire un servizio (la classifica) di cui si sente un gran bisogno sia dal basso (celolunghismo blogghettaro) sia dall’alto (marketeer, uffici stampa, organizzatori di aperitivi avranno sempre bisogno di sapere quali blog chiamare per ottenere un pò di buzz a buon mercato). Del resto, nonostante tutte le migliori intenzioni del mondo, la pubblicazione delle prime 50 posizioni in classifica ha già causato i primi whine, paragoni con Wikio, misurazioni falliche, eccetera. La classifica continua ad essere il centro del servizio offerto, con buona pace delle chiacchiere.
Immagino, o mi auguro per i gestori, che si sia pensato ad un modello di business non basato esclusivamente sulla pubblicità contestuale, ma finalmente su account premium pensati per agenzie di comunicazione, media mainstream et similia, cui fornire magari un servizio di tracking e reportistica più avanzato.
Detto questo, spero di essere tra i primi 500 e di poter scroccare qualche aperitivo, un cappellino e una chiavetta USB nei prossimi mesi.
-
Aggregatori e meme-tracker #1 - MemeSphere
Pubblicato da Telemaco il 26 Giugno 2008 in Ascolti Visioni
Memesphere è un progetto in fase talmente beta da essere alpha, ma si prospetta interessante. Niente classifiche, neanche “nascoste e in secondo piano e che non contano nulla”, almeno per ora, ma un servizio semplice pensato esclusivamente per seguire le conversazioni.

La home page presenta una colonna centrale con la lista delle conversazioni, divise in due categorie a seconda che la scintilla delle stesse parta da UGC o da media mainstream. A destra una colonna con una definizione wikipediosa correlata agli argomenti caldi del giorno, e in basso una tag cloud col non trascurabile difetto di non essere cliccabile (ma, come dicevo, è praticamente una preview dell’applicazione, quindi probabilmente questa funzionalità verrà rilasciata).
Il punto centrale di queste applicazioni, in my not so humble opinion, è la scelta di presentazione dei singoli meme, una scelta che solo superficialmente è “di interfaccia”, e che invece è l’istanza operativa della filosofia alla base del servizio.
Il singolo meme è presentato in questa maniera:

Ovvero:
- URL dell’anello iniziale della catena
- titolo linkato del meme
- excerpt (primi 200 caratteri, ad occhio)
- numero di citazioni
- Nomi dei blog che citano (ogni nome è linkato al rispettivo articolo citante)
L’unica interazione possibile, al momento, è il click verso uno degli anelli della catena: il titolo al punto 2, o uno dei nomi dei blog al punto 5.
Rispetto alla vecchia edizione del memetracker di Blogbabel, noi conosciamo in più l’anteprima sintetica del messaggio che ha originato il meme. Resta la sensazione che manchi qualcosa. I nomi dei blog linkanti (punto 5) non comunicano nulla oltre all’identità del titolare degli stessi: sì, ok, linkano ma… cosa dicono?
Nel mio “memetracker ideale” li toglierei del tutto dalla Home Page. Per sapere di cosa si parla basta l’excerpt del capo-thread; se decido di approfondire, mi aspetterei una schermata dedicata. I meme in Home page me li aspetterei così, più snelli:

Via i nomi dei linkanti, dentro un nuovo link che porti ad una schermata di dettaglio del singolo meme in cui vengano presentate le anteprime di tutti i post che linkano (excerpt di 100/200 caratteri). Questo consentirebbe:
- Di avere un’idea di più chiara di chi dice cosa, e di scegliere in base a queste informazioni come e dove seguire la conversazione
- Di isolare i post di segnalazione, le scopiazzature, i blogger che stanno “in scia”, eccetera
- E infine, non trascurabile per memesphere stessa, di avere più traffico sul proprio aggregatore prima di indirizzare i visitatori verso i blog esterni (che non mi pare una cosa da poco, visto qual è il modello di business, ad oggi, su questi servizi)
Tendenzialmente, comunque, il servizio mi piace. Spero che concludano la prima release con qualche funzionalità in più (geolocalizzazione, filtri, account utente che permetta una fruizione personalizzata del servizio) e con un’attenzione particolare alla presentazione delle singole conversazioni.
-
Filippo Facci (il piacere)
Pubblicato da Telemaco il 13 Maggio 2008 in Ascolti Visioni, Selezione personale
Ultimamente leggo in giro gente che si dissocia e prende le distanze, sui blog; c’è chi prende le distanze da Beppe Grillo, reo di essere primo di una classifica in cui lui è il diverso; c’è a chi va stretto condividere la stessa barca con il giro dei “blogger professional-presenzialisti”.
Bene, allora io voglio prendere le distanze da Filippo Facci.
Filippo Facci fa il giornalista. Oltre che su Il Giornale e Grazia, scrive su Macchianera, che incidentalmente è un blog. E sta crescendo su bene, Filippo, davvero bene; per ora gli tocca sciacquare i ponti ed accontentarsi di fare il vice-mozzo (si sa, la gavetta), ma sta studiando con ardore: vuole prendere i galloni da alfiere d’assalto; e le stimmate del successo le ha tutte: il Giorgio Medail 2.0 non dovrà aspettare troppo per vantare una parodia dedicata a lui e ai suoi pezzi-zerbino.
Ce la puoi fare, Filippo.
Filippo Facci non è particolarmente originale, no, ma è talentuoso; e soprattutto si impegna un sacco. Il suo cavallo di battaglia è l’avvelenamento del pozzo. E’ una tecnica retorica che prova a smentire un argomento attaccandone l’emittente, e non il merito; sembra banale smascherarla, ma alla fine, dai e dai e martella, ecco: funziona (è per questo che la usa).
Il meccanismo fallace, fulcro della retorica facci-ana, si traduce in un semplice scambio di battute che Aristotele così sintetizzava:
Eucledio: “Oggi Fisiostene ha denunciato il tradimento di Domizio portandone le prove!”
Sisimede : “Ma Fisiostene è ricchione (e gli puzza l’alito)”Un artifizio ininfluente da un punto di vista logico (Sisimede non ha provato nulla se non la sua imbecillità quando discute), ma molto, molto utilizzato. Facci, per dire, è cintura nera.
Grillo attacca l’ordine dei giornalisti? Facci prepara una biografia degli affari privati di Grillo in tre puntate, e la pubblica a ridosso del V2Day. Parla della condanna per omicidio a causa di un incidente in auto, della tirchieria volgare del populista genovese, della poca simpatia e dell’assenza di amici del comico. Ma una parola sui referendum? Nulla. Niente. Nix.
Di Grillo ne riparla dopo qualche settimana per denunciare, accorato e gaudente, la nullità delle firme, la loro non validità legale a causa di una norma, un cavillo che per di più il Facci si vanta di aver scoperto (e non ditegli che ne avevano parlato ben prima di lui un sacco di persone, ché il ragazzo ha già dato di matto nei commenti; mi sa che se l’è venduto come grande scoop).
Ma di cosa parlano ’sti quesiti referendari? Boh. Si sa nulla.Ultimamente Travaglio s’è permesso di attaccare Schifani rinfacciandogli la prossimità ad ambienti mafiosi; ne parlano in tanti. Facci pure, non scherziamo; mica è un cretino, Facci. Anzi, tira fuori un post in cui ci spiega che Travaglio è davvero antipatico, che Montanelli è morto, che Biagi non è vero che l’hanno cacciato, che Travaglio comunque è scorretto, e una volta è stato condannato, e che Schifani ora è una carica istituzionale e Travaglio non lo doveva attaccare. I trascorsi di Schifani? Beh di questo non dice nulla, Facci. E’ troppo impegnato a parlare di Travaglio, per parlare di Schifani.
L’avvelenamento del pozzo non è certo l’unica o l’ultima arma di Facci. Facci è in crescita, Facci si evolve, Facci ha fatto il salto di qualità, è arrivato in TV, oh, proprio sull’ammiraglia del capo. Facci è stato anche a Matrix e ha fatto capire che lui, il medium tv, lo sa utilizzare. In tv non serve la retorica e tutte quelle parole una in fila all’altra che sono l’unica maniera per nascondere la verità, quando si scrive; in tv funzionano benissimo le agili, ficcanti, maneggevoli, semplici bugie. Ed è per questo che Facci ha avuto la faccia di dire che Vittorio Mangano non è mai stato condannato, e di sogghignare subito dopo, quando veniva sbugiardato. Perché in tv è tutto veloce, rapido, e le bugie hanno un Cx favoloso.
Facci, dico a te: il capo apprezzerà, sicuro. Del blog non hai davvero bisogno, è diventato un orpello inutile che può solo nuocerti; un rischio, se ci pensi: chi ti legge, sul blog, può sempre documentarsi e risponderti, Fili’. Su un blog, il tuo articolo resta al suo posto, sempre rintracciabile, per troppo tempo.
Perciò, Filippo, Facci il piacere: scrollati via. Su.
Bibliografia (molto) consigliata
Leonardo commenta punto_per_punto il post di Facci su Travaglio. Non trovandoci nulla di ciò che lo interessava riguardo Schifani (ma che strano!)
Riletti denuncia, sinceramente scandalizzato, l’atteggiamento televisivo di Facci a proposito di Vittorio Mangano.
Barynia riporta uno scambio di battute nato nei commenti di un post del Facci. Il quale Facci si inalbera alquanto allorché Barynia se lo palleggia utilizzando i suoi stessi metodi; rinfacciandogli cioé la sua attività di affitta-casa-per-pose-televisive. Usti come gli rode il contrappasso.
Tanto che ora ha pure chiuso i commenti. Il Facci.
Consiglio inoltre una incompleta ma istruttiva raccolta delle apparizioni di Facci a Matrix, presente su YouTube. Giusto per farsi un’idea.
Photo Credits
La foto di Filippo Facci: http://flickr.com/photos/leeppolis/198708801/sizes/m/ è pubblicata sotto licenza CC da Taxiguerrilla
-
Current_ Italia director’s cut
Pubblicato da Telemaco il 9 Maggio 2008 in Ascolti Visioni, Selezione personale
Riguardo a cos’è stato l’evento di presentazione e a cosa sia Current_ Italia, consiglio la diretta di Giovy e una ricerca su Google: troverete tutto ciò che i blog hanno scritto, e i redazionali che Current ci ha fornito.
Il resto è qui di seguito.
Domande mai poste o senza risposta
Caro Mr Gore,
Lei ha replicato ad un’obiezione sul mancato “controllo delle fonti” in Current, asserendo che il palinsesto (”la playlist dei pod inviati dai viewer”..) in Current si genera dai voti degli utenti, e non da una redazione manipolabile. Gli spettatori sono chiamati a decidere il palinsesto. Nei media tradizionali, correlare audience e qualità, giudicare la seconda in funzione della prima, ha prodotto la deriva populista, trash e guardona di Maria de Filippi e dell’Isola dei Famosi, e telegiornali come il Tg4 e Studio Aperto. Sicuro che il suffragio universale sia sempre e in ogni caso il metodo migliore?

Ha presentato il suo prodotto attaccando decisamente i media tradizionali ed in particolare la televisione. Non è un controsenso eccessivo farlo mentre si presenta un nuovo canale di Sky in una conferenza stampa in diretta su Sky? (anche il buon Carelli, del resto, sembra pensarla così, visto come si agita sulla sedia ogni qualvolta lei affronta l’argomento)
Nel social sharing l’utente, firmandosi con il proprio nome anagrafico o con un nickname, condivide un contenuto su una piattaforma terza, ma conservandone la paternità, rendendolo riconoscibile, costruendo su questo una propria identità digitale; succede ora, con i blog, con Flickr, con YouTube. Crede che Current, riversando queste identità su un media con un bacino di utentza più vasto come la televisione possa generare una “star”, un grande personaggio televisivo, o in USA, Inghilterra e Irlanda è successo che fosse l’identità “Current_” a prevalere sulle singole individualità degli utenti che contribuiscono?
Personaggi e interpreti
Al Gore è un americanone da ranch. Un paio di aneddoti simpatici in repertorio, infilati coi giusti tempi comici.
Carelli sobbalzava ad ogni bordata di Gore sulla pessima informazione propostaci dai mass media.
La sporca trentina aveva i posti riservati non aveva neanche i posti riservati, questi qui sotto erano destinati a ospiti Sky, ma con un’azione di chair-squatting una parte della blogosfera-che-conta ne ha preso possesso; era buona buona e calma, niente exploit particolari, tre file dietro di me. Niente di che, insomma, su.

Social e più social
La maggior parte delle facce continuo a non poterle associare ad un nome. Comunque non fidatevi MAI degli avatar che trovate sui blog, mai.
Montemagno è molto più magro di come uno se lo figura; il sorriso gli tira il collo e affonda nelle orecchie. Ce la mette tutta. Attonisce la sala con un “UAU!” d’esordio che sarà il tormentone dell’estate.
Tessarolo è in cravatta verde e parla pochissimo. La somiglianza con Silvio Muccino è imbarazzante.
Wittgenstein, c’era pure lui, ma nascosto, informale e trasparente, evita con metodo e intenzione l’annoso rituale degli autografi che l’ha sempre imbarazzato.
MCC impeccabile, però rispetto alla foto del suo header ha messo qualche chilo.
Mantellini è brizzolato, occhi chiari, anche fascinoso volendo. Sempre che quello che mi hanno indicato sia Mantellini (perché io fatico a crederci: me lo facevo tarchiatello). Indizio a favore che fosse proprio lui: ad un certo punto è arrivato Franceschini (sì, quello del PD), gli si è seduto affianco, e poi sono usciti a pomiciare (ok, è un po’ greve, ma non negate di aver riso. Markingegno, ad esempio, ha riso, mentre gliela dicevo).
C’era pure quello che daje.
Minimalia
Sentire Gore vendersi argomenti come “la democrazia a rischio” e “l’errore compiuto nell’invadere l’Iraq” al solo scopo di promuovere il suo business mi ha, per un attimo, disgustato. Poi ho pensato alla maglietta e m’è passata.
Accredito rapidissimo: nome, cognome, confermato su elenco cartaceo da efficiente signorina che si occupa dei cognomi A-C, la stessa mi consegna:
1 pass (formato A6, logo e colori sociali nero e verde sul frontale, bianco spoglio il retro; il pass è anonimo)
1 cartelletta redazionale
1 maglietta (taglia L, nera, qualità cotone sufficiente, design mediocre)
La fila successiva è stata più fastidiosa, ma niente di che alla fine.
Voto organizzazione: 7
Voto gadget marketta: 6-14.10, afrore 2.0: la coda di blogger che attendono l’apertura secerne user generated contents.

Contest: chi indovina chi è questa signora vince la maglietta Current_Tra i filmati che scorrevano sul megaschermo alle spalle di Gore e compagnia, ad un certo punto è spuntato, enorme, il faccione di Berlusconi con le mani protese in avanti e i palmi, verso il basso, che incombevano sulle teste di Gore, il suo scagnozzo, l’interprete e Carelli; profetica non so, sicuramente ironica, peccato che il quadro sia rimasto in scena solo per 3 o 4 secondi, non sufficienti a farmelo immortalare. Meritava davvero.
Pandemia ha dovuto rompere il ghiaccio con le domande a Gore, e porello è incespicato.
All’uscita c’era Robin Good. Veramente. Quando si dice essere di parola.
Kay Rush, in veste di blogger (e dolcemente arrotondata) ha perculato Gore riguardo gli imbarazzanti stivali calzati. Ilarità generale.
Infine
L’idea è affascinante e venduta bene. Resto scettico sulle possibilità reali di successo. Nonostante la maglietta.
-
Grillo, reti e blogosfera.
Pubblicato da Telemaco il 23 Aprile 2008 in Ascolti Visioni, Selezione personale
Premesse
Premetto che considero Lerner professionalissimo ma estremamente palloso nella configurazione “L’Infedele”. Premetto anche che non mi considero un fan di Grillo. Per nulla. Ma non lo odio, ecco.
Stasera guardo l’Infedele perché c’é Sofri nella parte di quello-che-ne-sa-di-blog-e-che-stasera-parla-di-Beppe-Grillo. Occhio che la parte affidatagli non è “quello-che-scrive-Wittgenstein-un-blog-seguitissimo”. Ma “quello-che-ne-sa-e-ne-può-perciò-parlare”. Lo guardo per quello, ecco.
Stasera si parla di Grillo perché incombe il V2-Day, argomento interessante non foss’altro perché collegato a 3 quesiti referendari riguardanti le leggi su stampa ed editoria. Pur non condividendo del tutto la loro formulazione (cancellare la Gasparri mi sembra inoltre impossibile visto che accoglie direttive comunitarie; cioé, fa anche quello) e il merito, in linea di massima mi sembra che ci si debba quantomeno informare su cosa viene proposto (siano le proposte di Grillo o di chiunque altro), e quindi invito a leggerli.
La parola all’esperto
Bene, tocca a Sofri, parla di Grillo e dice che non è vero che Grillo ha fatto fortuna perché utilizzatore del Web ma perché comico, che usa la rete ma non fa rete, perché non risponde ai commenti e non linka e non conversa.
Una obiezione già sentita, soprattutto inefficace; vacua e non signicativa per chi considera i blog forse ancora meno che una bizzarra stranezza dei tempi, o per chi vive, e vive bene, ignorandone l’esistenza nel suo flusso informativo; ancora meno valida per chi conosce le dinamiche “social” della rete (italiana e non) da vicino, o direttamente da dentro, a cui l’obiezione sembra forzata, costruita, miope. Insomma: una obiezione imbarazzante. Per un semplice motivo: né Luca Sofri né altri possono stabilire che il modo corretto di “fare rete in rete” sia solo linkare e conversare con la blogosfera-che-si-definisce-tale. Per fortuna, aggiungerei.
Grillr [beta]
Fare rete, ad esempio, può significare raggruppare persone, partire dal Web ma riuscire a proiettarsi sul territorio, sviluppando la ramificazione attraverso una struttura decentralizzata e praticamente autonoma. Fare rete potrebbe voler dire anche generare veri e propri gangli, i meetup, cellule che diventano tessuto, sontuosa dimostrazione della possibilità concreta di fare rete usando la rete. Senza linkarti dal blog. Senza parlare d’altro.
Se si parla di reti sociali (e di quello si stava parlando) l’esperienza “Il Blog di Beppe Grillo” è una tesi di laurea su come si crea e si mantiene una rete sociale partendo dal Web. Perché, no, non si poteva fare: senza utilizzare il Web quello sviluppo capillare e strutturato non ci sarebbe potuto essere (a meno di non avere una TV e milioni di euro da investire, naturalmente; ma così sarei capace anche io).
Una semplice dichiarazione di estraneità ai fatti
L’unica obiezione onesta che l’eventuale tipo “che-ne-sa-di-blog-e-che-stasera-parla-di-Beppe-Grillo” dovrebbe orgogliosamente sollevare, è: “Grillo ha fatto rete, ma non secondo i linguaggi, gli stilemi e le modalità che contraddistinguono la parte di rete che abito io, quindi non sono da questo punto di vista la persona più adatta per parlarne”. Forte, eh?
Corollari.
1. Quando è il turno di Gasparri (dico: Gasparri), argomenta dicendo che la gente, a casa, parla di ICI e di pensioni, e che forse questa importanza data a Grillo dalla rete riguarda una certa autoreferenzialità della blogosfera. Testuale. Certo: qualcuno gliel’avrà suggerito, però.. Beh, sicuramente si è preparato bene, più di quanto avrei mai immaginato. 1-0 per Gasparri, rendiamoci conto.
2. Sofri non è social per niente. Va in tv e parla da blogger: mi aspettavo una t-shirt con stampato l’URL del Mantellini.
3. E’ saltato il blog dell’Infedele, durante la trasmissione. Ridacchia amaro Lerner ammiccando (solo ammiccando) alla possibile responsabilità di qualche grillino esaltato nell’attacco al blog. Questo è assolutamente possibile; e triste, penoso. Ma è un’altra prova a favore della potenza espressa dal networking sociale di Grillo
-
Anno Zero - 31/03/2008
Pubblicato da Telemaco il 31 Marzo 2008 in Ascolti Visioni
Perche’ Grillo e la D’Angeli (ora ho capito chi e’) mi ispirano tremendamente piu’ fiducia, rispetto e anche dolcezza di quei candidati, nazionali o locali, che sono dati per vincenti e che al 100% si spartiranno seggi e poltrone?
Uno dei piu’ odiosi cortocircuiti di questo cancro sociale chiamato “sistema Italia” o “Seconda Repubblica” e’ l’ineluttabilita’ dei risultati: sbarramenti, liste chiuse, nessuna preferenza.. Perche’ abbiamo fatto tutto questo?
Ah, gia’, si’. Per la governabilita’.
Abbiamo visto, infatti.
-
Venerdi’ #1
Pubblicato da Telemaco il 29 Marzo 2008 in Ascolti Visioni
La sera del venerdi’ la mia compagna guarda Le Invasioni Barbariche e io cullo il notebook sulle ginocchia, approfittando della consapevolezza di lei, che io non potrei mai rimanere due ore a guardare la Bignardi.
Eppero’ l’idea di lasciare per 5/10 secondi l’intervistato in onda, dopo aver annunciato la pubblicità, concedendolo al pubblico mentre da’ l’illusione di abbassare ulteriormente le difese, è una ottima idea televisiva; finché dura, ovvero finché gli intervistati non cominciano ad accorgersene.
-
Politica condivisa: il circolo online del PD “Obama”.
Pubblicato da Telemaco il 20 Febbraio 2008 in Ascolti Visioni
Sul circolo online pdobama.net, telegraficamente :
- mi piace l’idea del circolo online con lo stesso peso del circolo “territoriale”
- sono molte le cose ancora da rivedere dal punto di vista organizzativo, ma è assolutamente ovvio e tollerabile
- non mi è piaciuta, tirando le somme, la scelta del nome; su questo
- capisco, data la sincronicità del medium utilizzato, la scelta di intitolarlo ad un personaggio vivo, vegeto e “on the edge”; un punto a favore;
- mi sembra una scelta comunque miope (magari tra 10 anni non ce lo ricorderemo. Sarà un Gore qualsiasi. Si re-intitola il circolo? Il primo dei circoli online?)
- mi sembra una scelta da provincia dell’Impero (quale l’Italia è, ma non c’era bisogno di ribadirlo)
- è intitolato a una persona che, se perdesse, sarebbe il classico perdente di successo taaanto radical chiccoso, e se vincesse, diverrebbe l’ovvio indirizzo degli strali di una parte della sinistra che è anche nel PD, e che non tollererà la politica estera obbligata degli USA
- volendo intitolarlo ad un vivente e sulla cresta, lo so, sarebbe stato difficile scegliere un italiano. Magari non impossibile, però. Si sarebbe dovuto ricorrere agli ottuagenari, magari. Ma questo sembra non si voglia fare, fa poco immagine. Razzismo geriatrico?
La semplicità del form fa quasi venire voglia di iscriversi. Poi uno si ricorda che quel robo chiamato PD
- ospita i TeoDem
- ospita De Mita
- si smentisce sull’”andare da soli” trattando alleanze da giorni
- si smentisce sul “massimo due legislature” con 32 deroghe
- evita di toccare argomenti etici in campagna elettorale, perché si brucerebbe
e gli passa la voglia, e capisce che il partito che cercava non è ancora nato. Peccato.
UPDATE: leggo ora sul Giornale che De Mita lascia il PD. Spero di fare altri 4 “update”!

