Allaccio la scarpa destra per prima. Sempre. La infilo per prima, anche, e ci faccio caso, non è un procedimento completamente automatizzato. Me ne compiaccio, ne provo soddisfazione. Quando mi si slaccia la destra, slaccio la sinistra, allaccio la destra, poi ancora la sinistra, in modo che sia sempre la sinistra ad essere allacciata per ultima.
Una scintilla di contentezza, veloce ma non così tanto da non essere percepita, mi anima quando indosso un indumento al contrario: un calzino con le cuciture verso l’esterno, o una maglietta con l’etichetta sul davanti; meglio una maglietta con l’etichetta sul davanti e le cuciture all’esterno, ecco. Perché, non ricordo chi, mi ha detto che porta bene.
Conservo almeno un accendino vuoto, finito, terminato, con solo la pietrina che ancora scintillerebbe, ma senza una stilla di gas a concedergli la possibilità del fuoco; uno di quelli usa e getta, un Bic classico, piccolo magari; ne porto sempre uno nella tracolla con cui vado in ufficio. In segno di rispetto per il fatto che, qualche volta, io riesca a finire il gas di un accendino senza che qualcuno me lo freghi molto prima che il livello raggiunga la metà .

“Ti sei messo la maglia alla rovescia, vorrà dire che ti va tutto alla diritta”
Ah, quindi esiste. E’ quasi rassicurante sapere che ci si fa condizionare da una superstizione collettiva