E allora, visto che sembra davvero brutto non rispondere, per quanto in ritardo si sia, rispondo alle obiezioni di spider condivise peraltro da napolux riguardo a questo post. Non prima di affermare che.. beh, dopotutto c’è vita, oltre la classifica. Cos’è cambiato nella mia vita digitale da quando Blogbabel ha chiuso i battenti? Beh, nulla. Un bookmark in meno da consultare la mattina (la mia scheda su BB), e un pò di scomodità nel capire quali sono le conversazioni più linkate nel mondo dei blog italiani.
Torno alle obiezioni di spider:
Mi piace l’idea delle segnalazioni, ma non rischia di diventare l’ennesimo clone di Digg o OKNotizie?
No, quantomeno non credo. Una componente fondamentale dell’idea è l’impaginazione, che Digg, OKNOtizie e Wikio non mi sembra curino in modo particolare. Vedere i propri post in una griglia organizzata bene, senza troppi fronzoli laterali, con il proprio nome bello chiaro, con una buona parte del testo evidente.. è diverso. Inoltre, il sistema di segnalazioni lo immagino profondamente diverso dal semplice “clicchetto” sul box dedicato. Tra l’altro, a proposito di cloni, apprendo in questo istante proprio da Napolux che Blogo ha lanciato il suo Digg.. dai un’occhiata alla impaginazione old-style..
Mi piace anche l’idea di consentire al miglior segnalatore (se ho capito) di comparire a spalla, ma non si rischia di innescare già da subito uno di quei meccanismi perversi per cui ci sono utenti che vanno in giro a segnalare qualsiasi cosa giusto per poter comparire lì?
E qui veniamo al punto. Il meccanismo dei link non ha funzionato per la sua stessa natura, ed in particolare per due fenomeni (gli altri, tipo viral tags e cincin natalizi, sono stati progressivamente arginati):
- l’istinto all’autoconservazione delle posizioni più alte
- la possibilità per ogni singolo utente di creare più blog autolinkanti (Pandemia e Catepol sono due esempi di questo utilizzo del sistema di link-rank)
La domanda a cui rispondere era appunto: come trovare un sistema non automatizzato (perché i sistemi automatizzati sono aggirabili, come appena visto), non stancante (altrimenti nessuno segnala), capace di garantire alternanza (scusate, sono ancora in fase post-elettorale) e premiante (perché gli incentivi fanno bene al cuore)?
Quello delle segnalazioni articolate mi sembra il miglior sistema. Faccio un esempio di una possibile implementazione.
1. si utilizza un sistema AJAX-based di segnalazione, salvabile nella barra dei segnalibri di Firefox (come accade per del.icio.us o “Share on Tumblr”) o attivabile direttamente sulla pagina della notizia da segnalare
2. il sistema permette di segnalare, da un account, fino a N notizie in un dato momento; l’utente potrà avere nel suo pannello un numero X di notizie con X<=N; se voglio aggiungere la notizia X+1esima (per N=10, l’undicesima) devo togliere la segnalazione ad un’altra.
3. la posizione nel pannello della notizia ne determina il peso: la prima è quella per me “più importante”, l’ultima la “meno rilevante”, in mezzo tutte le sfumature di grigio
4. il posizionamento in homepage degli articoli è ricavato dalla valutazione di tutte le segnalazioni e del loro peso
5. il pannello contiene anche un sistema di tagging, per un numero di tag finito ma espandibile, delle singole notizie segnalate
6. ogni domenica il sistema stabilisce gli Y utenti segnalatori più capaci, sulla base della deviazione standard rispetto alle notizie effettivamente pubblicate; questi utenti potranno segnalare (sempre attraverso il solito pannello AJAX) un proprio articolo che apparirà , a rotazione con quello degli altri utenti “bravi segnalatori”, nella spalla dell’aggregatore
7. la classifica dei segnalatori è data dalla deviazione standard rispetto alle notizie pubblicate e dall’ampiezza di raggio rispetto al dominio dei blog segnalabili (con punteggio=0 per i blog segnalati solo dall’utente in questione e da nessun altro nella settimana)
Potrebbe funzionare, no?
Le classifiche vanno bene come hai detto tu, ma cribbio, possibile che non esista una classifica di accessi, che poi è la cosa veramente importante?
Non credo che GoogleAnalytics o altri sistemi a pagamento di controllo degli accessi forniscano pubblicamente quei dati a cui ti riferisci. Il plug-in del sistema previsto dovrebbe fare anche da contatore di accesso, il che lo appesantirebbe ulteriormente; comunque, quello degli accessi non so quanto sia, effettivamente, un dato utile, in tempi di feed. Quello che penso è che lo sarà sempre meno. In ogni caso, è vero che andrebbe pesato se si vuole stilare una classifica di popolarità .
E, mi raccomando, prevedere l’opt-out!
Naturalmente. Imparare dagli errori altrui è bello, facile e gratis.

se si trovasse un modo che sia quanto più obiettivo possibile in pesi e misure per i blog, ben venga
PS pandemia e catepol non sono diversi dai blogger che hanno almeno un tumblr a testa
Ti sembrera’ strano (perche’ sei abituata a riceverne) ma non era un giudizio di merito; parlavo solo di metodo. Il difetto per me era a monte; tu, pandemia e i tumblr-er autocintati incarnate solo alcuni dei modi per forzare agilmente il debole meccanismo che sostiene le classifiche link-based.
Ciao,
se non ti piace la veste grafica di Wikio, puoi anche prendere i feed rss che interessano e unserirli in un tuo reader a scelta.
per quanto riguarda questa discussione vorrei aggiungere i miei 2 cents:
-la prima cosa che mi chiedo quando mi propongono di sostenere un nuovo sito web è: a chi si rivolge? quanto è larga l’audience?
che poi mi porta a chiedermi cosa offre di nuovo o cosa fa meglio degli altri siti? l’audience sarebbe disposta a pagare?
se la risposta è no allora l’audience deve essere molto grande per generare $$ per pagare lo stipendio di esseri umani.
infatti basta guardare la home page di diversi servizi di news per rendersi conto quale di questi ha un team editoriale.
le notizie in base ai voti d’accordo, ma non solo, altrimenti ti ritrovi con uno spam da paura.
ma la coa più importante secondo me è di avere un sito/servizio 2.0 pensato subito per essere localizzato e aperto in più lingue e paesi possibili.
i servizi pensati solo da italiani per gli italiani come si monetizzano?
un altra cosa che odio è l’obbligo di doversi registrare per usare un servizio, allo stesso tempo gli utenti che “lavorano” devono essere premiati (penso a Mahalo).
ma poi una classifica basata sulle visite la volete veramente? porno, gossip la farebbero da padroni no?
il problema è in chi vede in alcune classifiche un giudizio di qualità .
non so gli altri ma wikio calcola solo i link dei blog presenti nei suoi indici (e scelti da documentalisti laureati in scienza della documentazione non blogger (senza offesa :-p ) ) i link scadono dopo 120 giorni e i vari scandali legati a feedburner o i vari bicchierini non ci hanno sfiorato.
noi vogliamo indicare chi sono i blog capaci di influenzare di più la blogosfera generando discussioni.
questo in 5 paesi diversi.
abbiamo una decina di persone che fanno la moderazione e tante cose ci possono sfuggire, chiedetelo a Catepol che da noi è persa nel limbo
ultimamente uso molto twitter, e vado spesso nella pagina di wikio dedicata a twitter:
http://www.wikio.it/high_tech/internet/social_network/twitter
spesso li vedo Catepol ed i suoi articoli su twitter, ma anche geekissimo e una marea di blog che di solito non visito.
provate a fare una ricerca tematica su digg o altri sopratutto per un argomento poco high tech e magari italiano e ne parliamo dopo
serendipity: al massimo, altrimenti si gira sempre su gli stessi siti…
scusate se il mio commento non è molto lineare ma ho bevuto solo 3 caffé stamattina…
ciao
Alex
-
@Alex: la mia non era una critica particolarmente mirata verso Wikio, anzi gli obbiettivi erano altri: piu’ che un servizio di news a voti immaginavo qualcosa che integrasse le migliori pratiche finora viste in giro dal punto di vista dell’aggregazione organizzata aggiungendoci un grado di complessità in piu’. Parte da un post precedente a cui immagino tu abbia dato un’occhiata.
Sicuramente fare business su un’aggregatore richiede maggiore pianificazione rispetto a due post su un blog. Il concetto di utente-pro premiato dalla piattaforma io credo sia IL concetto chiave per il successo di un business del genere, ma su questo siamo d’accordo; vorrei risponderti invece riguardo una obiezione da te sollevata in particolare, tralasciandone altre su cui comunque avrei qualcosa da dire (tipo il modello di business basato sugli utenti “premium”, che per me ha un futuro serio).
Ti voglio rispondere invece riguado la “necessaria” ottica internazionale nella progettazione di un nuovo servizio; io mi accorgo che in giro ci sono casi opposti. Ti faccio l’esempio della Polonia, che mi ha stupito particolarmente: in Polonia c’e’ un tasso di penetrazione del Web probabilmente superiore a quello italiano, almeno dai racconti che me ne vengono fatti; e’ uno strumento utilizzato per le comunicazioni vocali, ad esempio, anche da persone over 50. Nello specifico dei sistemi di messaging, invece di usare MSN Messenger o gTalk, in Polonia TUTTI usano Gadu Gadu. Si’, Gadu Gadu: e’ un must da biglietto da visita. I due strumenti piu’ utilizzati sono Badubadu e Skype.
Ancora: noi ci raccogliamo su Facebook pensando che “globalizzarci” su un servizio americano sia la scelta migliore. In Polonia TUTTI (anche i 50enni) sono su Nasza-Klasa (http://nasza-klasa.pl/) “La nostra classe” tagline “il portale per la gente con classe; funziona praticamente con lo stesso principio fondante di Facebook (ricongiungere compagni di classe, anche 50enni e oltre che si sono persi di vista); al contrario di Facebook è pensato per, tagliato su misura per, ideato da, localizzato per i polacchi. Tanto che quelli di Facebook, per inseguire questo target sfuggito al controllo, hanno inserito Gadu Gadu tra i servizi di IM profilabili dagli utenti. Io credo che anche questo sia un modello di business applicabile; e credo lo sia anche in Italia dove la vera diffusione di massa del web, inteso come elettrodomestico abituale e non come quella cosa strana dove prenoto gli alberghi a poco prezzo, nella fascia over 35/over 40, non ci sia ancora stata. E dove magari la killer-application pensata con cura, con un’idea semplice e che faccia presa tra chi non è ancora stato conquistato dal medium-web, e lanciata con la giusta campagna di marketing, non e’ ancora venuta fuori.
non c’è problema è che “Una componente fondamentale dell’idea è l’impaginazione, che Digg, OKNOtizie e Wikio non mi sembra curino in modo particolare. ”
non so Digg e OKNotizie ma abbiamo passato un anno a ridisegnare il sito per renderlo più facile da usare ai non esperti, che è il pubblico a cui ci rivolgiamo.
e alle persone che vogliono seguire l’attualità , non solo le notizie geek del momento.Nel percorso si sono perse per strada alcune cose, che se segnalate massicciamente verranno cambiate quindi sciveteci!
in merito alla “necessaria†ottica internazionale nella progettazione di un nuovo servizio”.
Ditemi voi se esiste un solo sito web 2.0 italiano che riesca a mantenersi con i ricavi esclusivi del mercato italiano.
e se questo sito non trarrebbe beneficio da un apertura anche su altri paesi e lingue con un aumento di spese inferiore al possibile aumento di entrate.
poche spese, tanti paesi, moltissimi utenti/clienti.
io vivo a Parigi e negli ultimi anni ho aiutato dei siti europei ad entrare in italia, l’ultimo è stato Wikio.
e ti posso assicurare che non è facile convincere un investitore ad investire in Italia, ma quando si ha la fortuna di avere un gruppo grande che apre in tutta Europa, l’Italia entra dentro
ma quando vado agli incontri web vedo molti Venture Capitalist da tutto il mondo, il solito gruppetto di blogger imbucati e nessuna start up italiana…
alcuni mi hanno risposto che una start up non si puo permettere di viaggiare a presentare il sito in giro per il mondo; ok ma allora potete fare come Altomic, sito italiano (www.altomic.com) che si fà rappresentare in Francia da qualcuno che conosce bene il mercato e vive sul posto (me :-p ! ).
Alex
http://twitter.com/wikio_alex
[quote]
Ditemi voi se esiste un solo sito web 2.0 italiano che riesca a mantenersi con i ricavi esclusivi del mercato italiano.
[/quote]
Concordo con l’ultimo commento di Alex, che ho conosciuto tramite Skype ed è davvero una gentilissima persona.
In Italia è difficile far girare idee innovative se non con soldi propri, in questi giorni, come Alex ben sa, siamo alla ricerca dei nostri finanziatori per far conoscere quello che abbiamo in cantiere e come intendiamo muoverci, ma è difficile, molto difficile.
Si è ignoranti della materia e la cosa più triste è che non si vuole approfondire niente.
Ieri ho fatto una riunione con la società per cui lavoro e quando gli ho spiegato alcune idee per il viral marketing di meemi (che tra l’altro loro stanno cercando di capire se e come potermi finanziare) mi hanno risposto: “con questi pochi soldi???” … e siamo un’agenzia che si occupa tra le altre cose di pubblicità .
Siamo davvero pochi e quindi concordo con Alex nel dire che bisogna aprirsi agli altri mercati ma non per questo bisogna perdere la propria identità .
My 2 cents
@alex: si’, ho capito il perche’ della tua risposta sul design di Wikio. In realtà nel post precedente, di cui questo è il sequel, paragonavo l’interfaccia “immaginata” a quella di un giornale mainstream online. Ad esempio, su Wikio, in home, non esiste un excerpt dei post citati; in Digg l’elenco è verticale parametrizzato con un mix di ordine temporale e segnalazioni, ecc. Io pensavo ad un sistema di impaginazione che avvicinasse il sistema a una piu’ “naturale” pagina di giornale, permettendo cosi’ la fruizione del sistema anche ai normali utenti, non ai pro-user, magari gia’ di per se’ blogger. E’ anche questa (forse soprattutto questa) un’ottica per allargare il bacino di utenza: mettere di fronte i non-addetti a un ambiente conosciuto. E’ un’altra strada, ecco, nulla vieta che l’internazionalizzazione del servizio possa correre parallelamente; tra l’altro un conto è essere internazionali come Facebook o Digg (una piattaforma, afflussi da molti paesi, una sola lingua parlata – l’inglese); un altro è esserlo come Wikio (un portale replicato per ogni paese in modo da servire contenuti geolocalizzati e quindi dedicati esclusivamente a quel paese). Nulla vieta, insomma, di creare un prodotto come quello che qui si fantasticava e andarlo a replicare ovunque. Sottolineo che si tratta sempre di fantasie, che conosco quali sono i problemi reali (gli sghei, amaramente), ma che dovendo immaginare Il Servizio Ideale, non mi potevo porre questi limiti
@capobecchino: oh, non dubito mica della cortesia di Alex, che anzi apprezzo per il fatto di essersi messo in gioco parlando di un servizio in cui è coinvolto
Riguardo all’ignoranza, è il venture capitalism di per sé che in Italia non è ancora decollato, mi sembra. Un approccio “scalato” alla nascita di un nuovo servizio (progetto ben chiaro in partenza, rilascio iniziale di funzionalità minime ma di impatto, crescita dell’utenza, e solo a quel punto ricerca di capitali per allargarsi e pubblicare gli altri servizi già pensati e quelli all’inizio neanche immaginati) può forse essere l’unica soluzione.
In bocca al lupo ad entrambi, sia per Wikio che per Meemi.. che per tutto il resto