Nel mio post precedente, in cui segnalavo ImmortalSpace, mi ero lamentato della procedura di registrazione a questo nuovo servizio 2.0, e nell’update avevo segnalato come lo staff fosse stato celere e attento nel ricontattarmi per chiedere spiegazioni e ri-tarare il form. Ne è nato uno scambio di mail particolarmente interessante (spero per entrambi gli interlocutori), e il tutto è finito con una mini-intervista di cui pubblico la traduzione.
Telemaco: Ciao Daryl; prima di tutto, proviamo a presentare te e la tua azienda.
Daryl: Ciao, sono Daryl Schwemley a sono il Chief Architect per XCast Media, LLC..
Ho lavorato negli ultimi 11 anni e mezzo come sviluppatore software professionista. A livello personale, sono sposato e ho tre bambini meravigliosi, con cui amo passare il mio tempo. Sono anche un vorace videogamer, sebbene non abbia più il tempo di cui disponevo in passato per giocare. Questa è la mia home page http://www.immortalspace.com/home/daryl
XCastMedia LLC. è una piccola startup dai progetti ambiziosi: portare sul web quello che noi chiamiamo Digital Human Intelligence. In sintesi, DHI riguarda l’utilizzo di Intelligenza Artificiale e rappresentazioni 3D allo scopo di distribuire conoscenza agli utenti del sito. ImmortalSpace è stato costruito come un componente chiave nel progetto di portare DHI al pubblico mondiale.
T: Qual è l’approccio di XCastMedia ai servizi 2.0?
D: Ovviamente siamo appassionati sviluppatori del Web2.0. Una volta superata la nostra Home Page, l’intero sito è sviluppato con AJAX e DHTML per presentare ai nostri iscritti ciò che noi sentiamo sia una interfaccia più ricca. Io penso che il Web2.0 riguardi il presentare qualcosa di più vicino ad una applicazione che ad un sito web “lineare”. E questo è esattamente ciò che abbiamo provato a fare.
T: Perche’ un altro social network? Quali sono le funzionalità che fanno la differenza tra ImmortalSpace e gli altri social network disponibili?
Bella domanda. A dire il vero, la risposta ad entrambe le domande deriva dal nostro focus e concetto chiave, le “social biographies“.
I social network esistenti tendono a focalizzarsi sull’ “hic et nunc” della vita umana, piuttosto che sul passato o sul futuro. Il nostro obbiettivo è permettere ai nostri membri di raccontare le loro vite usando un mix di foto, video, musica, storie, e anche blog posting. Crediamo che in questi tempi di scambi informativi ad altissima velocità , sia adeguato offrire a chiunque la possibilità di conservare cio’ che rende la propria vita “unica”.
Abbiamo inoltre fatto un ulteriore passo in avanti, permettendo ai nostri iscritti di gestire le loro connessioni con altra gente. Queste connessioni tra parenti, amici, colleghi, o anche associazioni o chiese, spesso rivelano in maniera profonda cosa ha contribuito a fare di una data persona cio’ che realmente è. Percio’ abbiamo creato il nostro social network: non vedevamo questa serie di bisogni soddisfatti da quelli gia’ esistenti.
T: C’e’ qualche nuova funzionalità che lancerete nei prossimi mesi?
D: In realtà abbiamo moltissimi progetti per il futuro. Sicuramente non posso condividerli tutti, ma posso dire che i prossimi mesi saranno particolarmente vibranti. Parlo brevemente di due feature prossime al lancio che penso aggiungano parecchio alla nostra differenziazione dagli altri social network.
Primo, attualmente siamo molto concentrati nel fornire un ambiente sicuro ai nostri iscritti. Abbiamo già implementato un modello di sicurezza che permette agli iscritti di decidere a chi dare il permesso di accedere ai propri contenuti. Offiremo ancora di piu’ dando la possibilità agli iscritti di creare dei sub-account. L’obbiettivo è quello di fornire ai minori un ambiente sicuro, dato che un supervisore (ad esempio, un genitore) potrà direttamente gestire a chi il sub-account di un minorenne potrà connettersi. Essendo io stesso un genitore, sento la necessità e l’importanza di fornire strumenti che consentano ai genitori di essere coinvolti nelle vite dei propri figli.
Secondo, stiamo pianificando per il prossimo futuro il lancio mondiale del nostro DHI Avatar. Non voglio fornire troppi dettagli su questo, per ora. Posso dire che pensiamo che questo ci darà un vantaggio competitivo ben preciso nel mercato dei social network, e che ci aiuterà parecchio nel nostro obbiettivo di preservare la conoscenza dei nostri iscritti.
T: Il vostro software (ImmortalSpace) tocca da vicino il concetto di “morte”, e in alcuni paesi (proprio come l’Italia) la morte è un tabu. Come avete intenzione di gestire l’influenza di superstizione e timori religiosi in paesi in cui il concetto di morte e cio’ che gli ruota attorno sono un tabu?
D: Essendo un servizio che ha lo scopo di permettere agli utenti di raccontare le proprie vite, c’è ovviamente un collegamento con la morte. Ci rendiamo conto che diverse culture nel mondo approcciano alla morte in maniera sostanzialmente diversa tra loro. Non mi occupo direttamente del marketing di ImmortalSpace, ma penso che ci focalizzermo sull’idea di poter preservare chi eravamo per le generazioni future. Personalmente, la ritengo un’idea decisamente “elevante”.
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Beh, ringrazio ancora Daryl per l’attenzione agli utenti e per la pazienza dimostrata nel rispondermi; sicuramente mi rimane la curiosità di sapere cosa intendano per “DHI Avatar”.
Qui la versione in inglese dell’intervista.
