Disclaimer: questo non è un post su BlogBabel. Questo articolo è un soggetto, quindi non una sceneggiatura completa, di un servizio web che mi piacerebbe venisse implementato; o che mi piacerebbe contribuire ad implementare, meglio.


L’esigenza personale di un servizio di questo tipo nasce da tre assunti (assolutamente arbitrari) di fondo:

  1. la percepita utilità  di un webservice che aggreghi in tempo reale le notizie/conversazioni più rilevanti tra gli user generated content italiani;
  2. la convinzione che la completa automazione del servizio porti inevitabilmente alla snaturazione dello stesso.
  3. e infine, la fiducia nel fatto che il panorama della produzione di contenuti in Italia non sia povero; perché ad essere povere sono le “fotografie” scattate a questo panorama, gli obbiettivi e le inquadrature utilizzate.

PrimaPagina

Questa (un abbozzo di nome del servizio) è la pagina di accesso. Organizzata magari come un tipico giornale online, con un sistema di pesi, definito in base alla rilevanza dei contenuti, che impagina la home in una serie di riquadri. Esempio:immaginiamo un riquadro che occupi il l’80% della finestra del browser; in alto a sinistra un box di dimensione “6×3″ con la notizia principale, subito a destra un altro box di dimensione “3×3″ con la seconda notizia in ordine di importanza; sotto questi, 3 box di dimensione “3×2″ con le successive tre notizie; quindi solo titolo e primi 100 caratteri per le successive 5 notizie. Eccetera. Lo schema è, ovviamente, modificabile.

Alla destra di questo content-box campeggia una colonna (nel cartaceo, tipicamente, questa colonna, a sinistra o a destra dello schema, è dedicata all’editoriale) destinata ad un pezzo scelto non per “rilevanza”, ma sulla base dell’autore che lo scrive. Vedremo dopo come potrebbe essere selezionato l’autore.

Un altro box (o un’altra colonna) ospita, con la dovuta cura tipografica (dimensione e stile da decidere) titolo e excerpt delle 4 (oppure 8, 15, 16, 23, 42..) notizie più linkate. Non è, quindi, il quantitativo di link ricevuti a determinare l’impaginazione dei precedenti box di PrimaPagina.

Impaginazione

E come ci vanno a finire le notizie nei box principali di PrimaPagina, allora? Semplice: tramite la segnalazione degli utenti. Utenti che segnalano via web (scomodo) o molto più agevolmente tramite un bookmarklet, come quello per del.icio.us, o per i tumblr, progettato per segnalare 5 notizie in ordine di rilevanza, costantemente modificabile. O per segnalarne 1, alla volta. O 10, taggandole, e potendo ridefinire l’ordine in tempo reale spostando le notizie fisicamente su questo pop-up grazie a Santo AJAX.

Le firme del giorno.

Chi è l’autore dell’articolo che va a finire nella colonna non definita con il criterio della segnalazione“?
Quella colonna premia gli utenti che hanno segnalato per primi le 5 notizie risultate poi le 5 fondamentali della giornata, quelle più a lungo in PrimaPagina.

Gli utenti? Ma la colonna è una!“.
Certo che è una. Ma una PrimaPagina, per essere visitata, su Web, deve essere viva; non c’è peggior anti-feature in un sito di notizie classico che avere un home ferma per 24 ore. Figuriamoci per questo, che NON è un servizio mainstream. E allora, per fasce orarie predefinite, si alterneranno articoli scritti o segnalati dai primi 4 (o 8, 15, 16, 23, 42..) utenti individuati nella giornata precedente. A meno che non rinuncino, o non propongano contenuti non consoni alle politiche del servizio.

Altri sviluppi (o “Già  si fa”)

Cos’altro immagino nel mio PrimaPagina ideale? Beh, innanzitutto immagino le più belle photogallery dell’intero Web italiano. E la video-selezione più arguta possibile. Chi la dovrebbe fare? Già  si fa. Si chiamano Tumblr, ad esempio, e sono online da un pò. Ci scappa anche un “le 10 migliori citazioni della giornata”, a questo punto. Sprecare un patrimonio come i tumblr mi pare leggermente.. “miope”, ecco. Miope.

Immagino anche un sistema non centralizzato di responses alle notizie pubblicate, responses ovviamente risegnalati su PrimaPagina in corrispondenza dell’articolo cui si risponde. Segnalati con un preview di 200 caratteri (o 342, o 170), e forse anche col nome della fonte. Forse, perché non è questa la feature importante, “il nome”, ma lo è il contenuto. Perché io vorrei scegliere chi cliccare sulla base di ciò che risponde all’articolo originale; e non in base al nome del suo sito. Chi dovrebbe scrivere queste “risposte”? Già  si fa. Oh, se si fa.

Ancora: mentre la home di PrimaPagina sarà  esclusivamente basata sulla rilevanza e su quanto abbozzato in precedenza, io nel mio servizio immagino una serie di canali che permettano di filtrare le notizie e di creare altre PrimaPagina tematiche (cronaca, sport, politica, umorismo, web, tecnologia..); o geografiche; chi dovrebbe fare la categorizzazione? Già  si fa. Di solito li chiamiamo “tag”. E permetterebbero di incrociare, filtrare, ricercare notizie; e lo schema di PrimaPagina si organizzerebbe sulla base di nuovi contenuti, ad ogni click dell’utente.

E’ tutto pronto, lì fuori.

Le classifiche

Le classifiche, giusto; del resto, le promette già  il titolo di questo post. Beh, le classifiche sono come la scuola media: un male necessario. Necessario agli utenti che producono contenuti, come rinforzo positivo (Skinner sarebbe fiero di essere ancora attuale), come misura del proprio lavoro, come fonte di pettegolezzo, lamentela, piagnisteo, flame, trollate, furbate, e tante, tante discussioni. Magari private, ma non solo.

Ma è un male necessario anche per i media tradizionali. Pigri, lenti. Troppo impegnati a raccontare per avere tempo di comprendere, tramite le classifiche ottengono quello che vogliono: una Polaroid, piccola; sfocata e fuori quadro, ma maneggiabile. Quindi, di classifiche ce n’è bisogno. Ma non di una sola. Per PrimaPagina ne occorrono almeno due.

Una classifica, che potremmo definire di popolarità  (mi sembra un termine molto più onesto rispetto ad “autorevolezza”, tra l’altro), varierà  in funzione dei link ricevuti e delle segnalazioni ricevute sul servizio.

L’altra, invece, si proporrà  di misurare il livello di conoscenza del mondo che produce contenuti sul web italiano; e sarà  ricavata combinando, parametrizzandoli opportunamente, il numero di segnalazioni effettuate, l’accuratezza di queste segnalazioni rispetto a quelle notizie effettivamente “top rated”, e l’orizzontalità  di queste segnalazioni (più blog si segnalano opportunamente, più si cresce).

Due strumenti utili. Ci sono occasioni in cui serve un utente “popolare” (ne abbiamo già  vissuta qualcuna, anche citata su questo blog), e altre in cui un utente che abbia in mente una fotografia il più possibile grandangolare e condivisa dalla maggior parte del resto degli utenti potrebbe essere più utile.

Per finire

Per finire, una mini FAQ di obiezioni che mi sono fatto e a cui ho dato risposta, ma che preferivo non collocare nella descrizione di massima precedente.
Mi farebbe molto piacere rispondere ad obiezioni, sicuramente più profonde e appropriate, portate da altri-da-me.
(anche per conservare un certo equilibrio psichico, naturale)

MiniFAQ

Perche’ pubblichi in chiaro un’idea? Poi te la fregano!

Eh, ho capito. Se me la fregheranno, vorrà  dire che avrò il servizio, alla fine: mica male. E che magari non era un’idea stupida. Soprattutto, la pubblico perché non capisco bene cosa voglia dire social, ma credo di avere sentore di ciò che voglia dire sharing. Sono presuntuoso: anche network.

Un sistema basato su un’azione degli utenti non funzionerà  mai.

Ma non dire… inesattezze.
Tutti i siti formerly known as 2.0 funzionano esclusivamente perchè gli utenti fanno. Producono, scrivono, taggano, segnalano. Tumblrano, diggano, deliciano, flickrano, youtubbano. E, no, non sono così ingenuo da credere che lo verrebbero a fare su PrimaPagina solo per farmi un piacere e crearmi le homepage da leggere. Lo farebbero perché i rinforzi, in PrimaPagina, ci sono. Visibilità , conversazione, classifiche.

Anche il tuo sistema imploderebbe.

Probabile. Sono presuntuoso ma non ho deliri religiosi: difficile arginare una mente umana che cerchi di fregare un algoritmo. Però tenere conto già  in fase di progettazione di questa componente, nutrire apertamente anche i (lecitissimi!) bisogni di visibilità  senza pretendere di negarli, ma anzi provare a incanalarli, mi sembra un buon punto di partenza.

Allora perché non lo fai?

L’ho già  fatto!

Davvero?

No, scherzavo.

Innanzitutto, non credo di avere le competenze di coding (non mi occupo di questo) per scriverlo, questo software. In più, quelle che ho, poche, incrociate con la mancanza di tempo a disposizione, farebbero sì che questo servizio potrebbe vedere la luce solo nel luglio 2031. Il 12 luglio, per la precisione (l’ho calcolato). Che vorrebbe dire pur sempre raggiungere un obbiettivo; ma ho l’impressione che il servizio sarebbe superato.

Quindi, che hai intenzione di fare?

Scrivere un post, per esempio. Venire contattato da dei coder interessati, che fanno domande. E poi da uno a cui l’idea piace, e che ci vuole investire, e a cui interessano anche quelle idee qui solo abbozzate, e quelle neanche citate. Per esempio. Oppure parlarne, venire smontato dalle obiezioni, e capire che un servizio così in realtà  non lo avrò mai, che non piacerebbe a nessuno, e che non avevo capito nulla.