Trovo volentieri il tempo di buttar giù il mio pensiero su un’intervista che mi ha molto colpito (speciale ieri 31/08/2007 alle 20.30 su La7, Piroso intervista Mario Calabresi).
I fatti noti sono che al commissario Luigi Calabresi, padre di Mario, venne imputata la responsabilità “morale” dell’omicidio dell’anarchico Pinelli, “volato” dall’ufficio del commissario in cui si trovava perché ingiustamente accusato della strage di Piazza Fontana. Calabresi venne quindi giustiziato dal braccio armato della sinistra extraparlamentare, omicidio per cui sono stati condannati Pietrostefani (latitante), Bompressi (graziato da Napolitano) e Sofri (che sconta attualmente la sua pena).
Ero a conoscenza del fatto che Calabresi fosse stato solo un capro espiatorio da dare in pasto all’opinione pubblica; mi mancavano alcuni particolari, ignoranza mia: ad esempio che Calabresi non si trovasse nel suo ufficio mentre il povero Pinelli fluttuava.
Per nulla noti, almeno a me, altri risvolti, in particolare il meccanismo di tam-tam mediatico con cui Calabresi fu crocifisso e che diede ai killer e ai mandanti politici tutte le motivazioni e perfino le giustificazioni morali perché il commissario fosse giustiziato. Durante la presentazione di Piroso e la successiva intervista con il figlio di Calabresi (a sua volta giornalista e autore de Spingendo la notte più in là, libro che ricostruisce quei tempi e i successivi dal suo punto di vista) viene data molta enfasi ad un Appello firmato in cui esponenti di spicco della cultura, dell’arte e della scienza del tempo davano il proprio appoggio incondizionato a quelle frange dell’estrema sinistra che erano in fermento e che rivendicavano giustizia per la morte di Pinelli. Le firme che lo sottoscrivono sono davvero illustri, a volte insospettabili (da Pasolini alla Hack, da Bobbio a Paolo Mieli) e sono tante.
(inciso: non fatico ad ammettere che io per primo, fossi vissuto a quei tempi, a vedere questo insieme di nomi sottoscrivere un pensiero, non avrei esitato a farlo mio, a seguirlo, a crederci pressoché ciecamente. Sensazione abbastanza inquietante, per uno come me che spesso ha la presuntuosa sensazione di aver capito perfettamente come stanno le cose)
Mario Calabresi scrive il libro e si presta alle interviste con uno scopo, dichiarato: quello di restituire una visione di quel periodo che non sia sempre data strizzando l’occhio all’estrema sinistra tentando di riconoscere i peccati commessi come veniali e di assolverli, buttandosi tutto alle spalle. Calabresi vorrebbe sì un’Italia capace di superare quel periodo, ma senza utilizzare meccanismi inadeguati come la rimozione, bensì elaborando una verità storica, e ammettendo i crimini commessi da tutte le parti, senza giustificazioni pseudoromantiche.
L’intervista è completamente parlata, e Piroso lascia il palco più che volentieri a Calabresi. In alcuni momenti il ritmo e l’interesse scemano paralleli, ma è comunque un esempio di televisione da gustare.
Posso immaginare il rancore di chi perde una persona cara per un motivo tutt’altro che ineluttabile. Questo però, a mio vedere, inficia alcune richieste e alcune tesi (poche e collaterali, comunque) di Mario Calabresi, con cui non mi sento di concordare al 100% nella lettura dei fatti, e nella valutazione di quel periodo.
Consiglio a tutti di recuperare l’intervista e di farsi interessare da quel periodo. Nonostante oggi, grazie anche al livello di benessere diffuso raggiunto in questi anni, movimenti ideologici e sociali così profondi e così intensi non siano neanche ipotizzabili, noi siamo i figli di quegli anni.
1 Settembre 2007 alle 11:34 pm
Si, veramente una bella intervista. Io ero in sala quando l’hanno registrata a Dro e c’è stata più di una persona che si è commossa, compreso Piroso. Calabresi mi è piaciuto molto!
3 Settembre 2007 alle 8:12 am
Bellissima intervista. mi hanno colpito la lucidità e la serenità di Calabresi. Una perfetta dimostrazione di come ci voglia davvero poco per fare televisione di qualità, quando ci sono gli uomini e le idee giuste.
15 Gennaio 2008 alle 4:52 pm
dove è possibile recuperaare il video di questa intervista Piroso-Calabresi?
16 Gennaio 2008 alle 1:08 pm
mmm, dovresti fare un giro sul sito de La7. Se mi capita ci do un’occhiata