Mancano circa 24 ore alla presentazione della Prossima Cosa targata Apple e, visto che neanche per il lancio dell’iPhone mi ero fatto prendere così tanto dal ciclone di indiscrezioni che precede questo tipo di eventi, ne approfitto per tirare le somme delle indiscrezioni e mescolarle con un po’ di mie aspettative sull’oggetto in questione in modo da contribuire all’entropia e aumentare la confusione generale.
Design e features
Tutte le indiscrezioni e i mockup pubblicati sembrano andare nella direzione di un grosso iPod Touch, di circa 10 pollici di diagonale. Fino a un mese fa la voce più ricorrente sembrava puntare verso un primo lancio di un dispositivo da 7 pollici cui sarebbe poi seguito un upgrade a 10”, ma ora le voci sono piuttosto concordi nel parlare di qualcosa che va tra i 10 e gli 11 pollici di diagonale. C’è da notare che, mentre i 7 pollici, con una cornice “minimal”, sarebbero comunque rientrati nel concetto di “tascabile”, 10 pollici in tasca sono decisamente più impegnativi. Certo, dipende dalle tasche. Andando sul personale, è da un anno che sognavo un iPod touch con scheda 3G e grande almeno il doppio: scrivere sull’ipod touch è impegnativo quando si vuole esprimere un concetto che vada oltre le 3 righe, e anche leggere non è il massimo se non si capita su siti con versione iPhone/Mobile, o che siano stati pensati con un buon design dei testi.

Target
Le indiscrezioni dell’ultima settimana descrivono l’iPad (o iSlate, o Canvas, o iBook… per il momento facciamo iCoso) come uno strumento per tutta la famiglia, o comunque “da casa”, che possono utilizzare più persone, il riconoscimento delle quali sarà basato su un sistema di riconoscimento facciale che sfrutterà la cam integrata. Sempre negli ultimi giorni Appleinsider, Jesus Tablet, MacRumors e tanti altri continuano a raccontare di accordi siglati con editori (l’ultimo di cui ho letto mi sembra essere MacGraw Hill). Quindi da un lato si rincorrono le voci che vogliono fare dell’iCoso uno strumento casalingo, da lasciare sulla scrivania e che ognuno potrà utilizzare perché ad ognuno verrà presentata l’interfaccia personale del dispositivo senza bisogno di noiose operazioni di disconnessione/login; dall’altro lo si prospetta come la killer application per l’introduzione massiva dei libri elettronici nelle scuole.

Tenendo conto che scopo di questo oggetto sarà (mi sembra evidente almeno per giustificare l’hype generato) quello di creare una nuova fascia di mercato, posizionata a metà tra lo smartphone e il notebook, nessuna di queste due applicazioni mi colpisce particolarmente. Ad e-reader decisamente più interattivi dal punto di vista dell’input utente ci saremmo arrivati comunque (gli e-reader attuali non sono di certo sostitutivi dei libri scolastici proprio per le limitate possibilità di interazione col testo scritto, di pubblicazione di immagini a colori, di completamento delle pagine con input utente..); mentre ciò che io – personalmente – cerco in un dispositivo non è una sua presunta “condivisibilità”, ma al contrario la massima personalizzazione, l’estensione delle mie capacità operative/cognitive, una portabilità elevata che lo renda sempre presente unita ad un’usabilità superiore a quella dell’iPod Touch/iPhone: più schermo, poco peso, più batteria, più potenza di calcolo per farci – ecco dove mi colpirebbe – fotoritocco e mediaediting in generale, applicazioni in multi-tasking, office automation e input di testi con comfort maggiore di quello fornito dai fortunati dispositivi touch per ora disponibili nel bouquet Apple.
E magari, sì – tanto per citare un’altra delle indiscrezioni che girano ultimamente – fruizione di contenuti multimediali (video HD in streaming e non, per capirci) anche se per ora (e questo va sottolineato, visto che in Apple sono bravi a creare nuovi bisogni oltre che a reinterpretare gli attuali) non mi sembra ci sia questa esigenza di guardarsi un film tenendo una roba in mano. Continua ad essere preferibile la postura seduta o sbragata sul divano, a mani libere, insomma.
Interfaccia
Un grosso dispositivo senza tastiera sposta la sfida sul rapporto uomo-macchina, il territorio, dal mio punto di vista, più interessante. Lo smartphone senza tasti è stata una scommessa stra-vinta, anche se il tasto fisico continua a farsi preferire in alcune circostanze “estreme” (è impossibile utilizzare il tatto mentre non si guarda l’iPhone, insomma). La sfida è stata vinta contro le classiche tastiere numeriche, il pennino, scomodo prototipo declinato in varie forme per geek amanti delle sperimentazioni, e contro le tastiere estese, le QWERTY alla Blackberry, per capirci. Il paradigma (argh, l’ho scritto ancora) contro cui va a scontrarsi – sempre rifacendosi alle ipotesi – l’iCoso è invece quello dell’input mouse+tastiera (o tastiera+trackpad, pensando al mondo dei netbook, altro settore che pare Apple abbia nel mirino col nuovo oggetto).
Da questo punto di vista la sfida è più difficile, decisamente, ma altrettanto affascinante. Io per primo sostengo che l’apparato mouse+tastiera sia obsoleto e dato troppo per scontato, visto che sono… due decenni? che non subisce attacchi. Ora la tecnologia sembra essere pronta per modificare il nostro rapporto con il personal computer anche dal lato dell’input utente, e io non vedo l’ora di testare il tutto. Qualcuno dei siti summenzionati, che negli ultimi tempi non hanno risparmiato sui rumors, ha pubblicato anche una serie di scansioni su brevetti per particolari gestures che andrebbero ad aggiungersi a quelle che formano il vocabolario attuale del multitouch declinato da Apple: il flip (dito che scivola e poi si alza dallo schermo) e “l’atterraggio” (l’esatto contrario, dito che comincia il movimento senza toccare lo schermo e lo continua scivolando su di esso) tanto per fare due nomi. Di certo sostituire completamente la tastiera, nel senso di rapprsentazione grafica o fisica di lettere dell’alfabeto, mi sembra piuttosto complicato. Più affascinante è l’ipotesi di utilizzare lo stesso iCoso non solo come apparato a sé stante, ma anche come device di input aggiuntivo (magari collegato ad un monitor) o, come in una delle foto pubblicate, a sua volta come dispositivo di solo-output, collegato ad una tastiera apposita, che oltre ai tasti offra un nuovo sensore multitouch.
Ecco, queste sono decisamente le caratteristiche che mi fanno dire “lo comprerò” prima ancora di sapere di cosa si tratti. Sempre che vengano mantenute queste promesse apocrife, sia chiaro.
Jabberwocky
“Jabberwocky” è il nome di un progetto fittizio che Ted, il geniale protagonista di Better Off Ted, improvvisa per coprire lo spostamento di fondi attuato per compiacere una sua fiamma. L’indiscrezione si gonfia talmente da costringere lui e il suo capo a improvvisare una presentazione per compiacere capi e dirigenti tutti, ansiosi di far parte di questo progetto rivoluzinario. La presentazione colpisce tutti non parlando di nulla e non mostrando nessun prodotto, ma nessuno ha il coraggio di chiedere “ma di che cosa stiamo parlando?”.
Ecco, mi spiacerebbe, l’effetto-Jabberwocky. L’hype è enorme, più in USA che qui da noi, e le voci – che sono sicuramente pilotate anche da Apple – hanno creato aspettative che sarà molto difficile non disattendere. Su questo non-prodotto, l’iCoso, ho letto già analisi finanziarie, previsioni di vendita, scenari possibili. E che tra le feature c’è la lettura nel pensiero. Il rischio figuraccia, insomma, è dietro l’angolo; e stavolta avrebbe ripercussioni pesanti anche a livello finanziario, temo.
Per finire, un consiglio adattissimo quando si tratta di prodotti Apple: comprate la seconda generazione. Costerà meno e avrà quelle caratteristiche che animeranno tutte le critiche alla prima release. Aspettate a comprarlo, quindi, qualsiasi cosa sia. Almeno voi, dico.
Credits: i due mockup nelle foto sono presi rispettivamente dal Sole24Ore e da MacRumors


"10 pollici in tasca sono decisamente più impegnativi". Tutta invidia.
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Da cui il famigerato complesso de dito
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[...] telemac0 » Jabberwocky Telemaco spiega il "suo" iSlate del quale stasera vedremo il keynotedi Jobs. "Tutte le indiscrezioni e i mockup pubblicati sembrano andare nella direzione di un grosso iPod Touch, di circa 10 pollici di diagonale. Fino a un mese fa la voce più ricorrente sembrava puntare verso un primo lancio di un dispositivo da 7 pollici cui sarebbe poi seguito un upgrade a 10”, ma ora le voci sono piuttosto concordi nel parlare di qualcosa che va tra i 10 e gli 11 pollici di diagonale." (tags: iSlate Apple Tablet Keynote) [...]