La potenza evocativa del linguaggio
Riesce a deformare la realtà che ci circonda, a proiettarci in subrealtà che ad un’analisi razionale più profonda risultano incongruenti.
Prendiamo quest’accoppiata Titolo-Occhiello, da Ansa.it di ieri:
14-parole-14 per legittimare una subrealtà parallela in cui crimini e reati assumono valenze diverse solo perché collocate all’intero di un sistema topologico, simbolico e parapolitico “alternativo”.
Un delinquente con precedenti che accoltella un turista reggino rischia il carcere per tentato omicidio, lesioni gravi semplici[1], aggressione, e con i precedenti che si porta appresso, anche con il nostro sistema giuridico, un annetto se lo prende tutto. Un ultra’ che accoltella un tifoso si prende 5 anni di Daspo (inibizione dagli stadi), che difficilmente rispetterà .
Ma sembra tutto normale. Alla fine è un ultra’ che accoltella un tifoso, mica un delinquente che accoltella un turista.
[1] Grazie a Utna per la correzione legale
Coazione a ripetere Voce e contesto
