Di una cosa bisogna dare atto alla catena dei ViralTag: è un meme che ha fatto il giro due volte. Il primo giro l’ha fatto col carburante di chi ha partecipato, e il secondo lo sta facendo con la spinta di chi sta esprimendo il proprio disappunto.
La parte più vicina all’attaccatura della coda lunga denuncia la ricerca puramente quantitativa di visibilità (dopo aver opportunamente nascosto il centimetro dietro la schiena, vabe’); inutile, perchè la sopravvivenza di un blog alla selezione darwiniana attuata dalla blogosfera passerà esclusivamente dalla qualità dei contenuti proposti; dannosa, perchè, soprattutto se veicolata da canali “credibili”, produce rumore, autorizza il rumore, lo rende tollerabile, rischia di diventare il volano di un’impennata dello spam sui blog.
[Inciso: Condivisibile, sì, messa così; ma così ce l'ho messa io, visto che i commenti letti in giro avevano forma e sostanza decisamente più 'umorali', caratteristica che non ha aiutato il lettore a evitare di pensar maliziosamente riguardo a questi strali]
Per qualche blogger, KromeBlog per essere espliciti ma non solo, i ViralTag sono da considerarsi l’ultima manifestazione di una serie di fenomeni affini: segnalazione di post su twitter, contest a premi, classificoni, barcamp promozionali, gioconi acchiappa-click, e via elencando (sarebbe interessante rifletterci ancora, in effetti).
Altri hanno tirato fuori dal ripostiglio una impolverata cassetta della frutta e, sistemata per terra, decorata con mostrine feedburner, technorati e blogbabel tanto per far capire con chi si aveva a che fare, ci hanno spiegato, sinteticamente, che:
“No, i link non sono importanti, e le catene sono IL MALE, ma le Crocs pero’ sono simpatiche, comunque contano i contenuti, non vi illudete di essere letti perche’ il web2.0 e’ morto e ce lo siamo gia’ divisi, tanto desottoscrivo il vostro feed, i link che metto io sono utili, voi state intasando i server di Bill Gates, Technorati è inutile perche’ conta solo i link Google invece fa le domande trabocchetto, per le Crocs e’ diverso perche’ c’erano i contenuti infatti il video di Dema a me e’ piaciuto, Sw4n non conta un cazzo, i vostri link Google li schifa, io al giochetto a eliminazione partecipo quindi e’ tollerabile, cartellino giallo a tutti i viraltagger e alla prossima siete fuori, Sw4n è un figo, io ho capito che ho sbagliato e sono stato cattivo e infatti ho tolto quel post dal mio blog che pare brutto ma col cazzo che avviso chi mi ha linkato, Dema bada io le Crocs me le prendo, mentre il pagerank di Google è basato su un sistema che capisce quanto sei stronzo”
Beh, magari la disamina è stata un po’ confusa, ma i concetti mi son sembrati chiari. E’ per questo che ne parlo ma non li linko: tanto non serve a nulla, no?

Ti dirò: il post di ieri l’avevo cominciato a scrivere prima di tutta la questione dei Viral Tag e il ritrovarmi una decina di post tutti uguali e tutti inutili mi ha fatto un po’ sul momento inasprire i toni prima di pubblicarlo.
Spero di non essere stato troppo arrogante. Quello che chiedo è un minimo di autodisciplina: non è male linkare e non è male autopromuoversi (ci mancherebbe). Se si riuscisse a linkarsi e autopromuoversi con un minimo di senso sarebbe meglio.
A proposito: c’è gente che per la storia dei Viral Tag ha cancellato una serie di blog dall’aggregatore, mentre io, seguendo chi mi tira in mezzo nella polemica, ne sto scoprendo e aggiungendo un sacco di nuovi.
A questo punto sembra a me di non essere stato troppo chiaro: il tuo post mi era sembrato il piu’ pacato, tra i tanti. La malizia e anche un po’ di goffaggine l’ho sentita in altri interventi, che ho voluto, bonariamente, perculare.
Ah: non lo direi troppo ad alta voce che grazie alla querelle-ViralTag hai aggregato nuovi blog, altrimenti va a finire che lo spam funziona fin troppo bene!