Nelle stanze prese in affitto per sopperire alla mancanza cronica di aule e posti a sedere, e utilizzate per gli appelli d’esame, prevalentemente gli scritti, gli sgabelli in dotazione degli studenti non prevedono un banco su cui appoggiarsi, ma hanno quella tipica appendice di uno dei due braccioli che, ruotando su un paio di assi, diventa una sorta di banchetto su cui appoggiare il foglio e scrivere. Le sedie hanno però qualche annetto, e quelle appendici rotanti tendono a non essere granché durevoli; quindi gli addetti alla logistica (i bidelli, credo) hanno ben pensato di dotare gli studenti di simpatiche tavole di compensato che estendono l’area su cui potersi poggiare.
Queste tavolette sono uno spettacolo:
(cliccando sulle immagini hai la versione a 5 megapixel)
Un concentrato di nozioni di materie bellissime, c’era un intero corso su pubblicità e brand management sintetizzato in caratteri piccolissimi e ordinati scritti a penna nera, ma la foto non riusciva a rendere nessuna delle scritte; questa qui si legge un po’ meglio, di solito queste tavolette sono multidisciplinari, questa mi sembra concentrata sul filone della psicometria; in particolare a sinistra, in verde, nozioni di “Teoria e tecniche dei test di personalità”, mentre sulla destra, in rosso, alcuni spunti di “Statistica psicometrica”.
Eccone un po’ di quelle che ho recuperato alla fine di un esame, riconsegnate dagli studenti con ingenua indifferenza; per loro è normale utilizzarle:
Un’altra cosa che ho trovato meravigliosa è che su alcune, ruotandole di 180°, nell’altro senso ci sono scritte altre robe, con un’altra penna o pennarello, in un altro colore, riferite ad altri insegnamenti. Un po’ come le canzoni dei Led Zeppelin, insomma, che se le senti al contrario eccetera:
Alla fine mi sono anche chiesto quante ore/uomo ci fossero volute, per sintetizzare su una tavoletta in caratteri minutissimi solo i concetti fondamentali di un intero corso; a quel punto bastava studiare. Epperò è da troppo poco tempo che non sono più studente, e ancora capisco che un conto è passare un esame, un altro è godersi la sensazione di aver fregato qualcuno più in alto di te.



