Linus e il Partito Democratico.
Non Linux, no.
Linus.
Mi svegliavo la mattina e la prima cosa che vedevo era un poster degli Iron Maiden accanto al letto, per capirci, e già davanti agli occhi mi ballava Linus. Ancora oggi ne resiste qualcuno, nella casa giù in Puglia, un paio sicuramente, uno fine ’70, formato simile all’attuale ma in carta ruvida, un altro di inizio anni ’80, piccolo, con la costina non spillata, squadrata, giallo col logo bianco.

Oggi sono un consumatore abituale di Linus. Anche perchè non esiste altra maniera di leggere qualche buona strip, qui in Italia, al giorno d’oggi. Ma al di là delle strisce, la differenza con quei due numeri che mi capita di rileggere quando d’estate è l’alba e ancora non mi va di dormire, è imbarazzante. Assolutamente imbarazzante.
I critici che recensiscono film, libri, dischi e opere teatrali si sono clamorosamente infighettiti. Ovviamente non sono gli stessi, ok. Ma cosa vi è successo? Di cosa parlate? Come fate a consigliarmi “L’arte del sogno” come se fosse Blade Runner e invece si tratta di un bell’esperimento, soffuso e sognante, per cui bisogna essere predisposti accuratamente? E i dischi? Ma di cosa state parlando? A chi vi rivolgete?
Poi, passi Ennio Peres e i suoi quiz logico-matematici e l’enigmistica. Mi sta bene, non dico nulla. Ma il rugby. Perchè la rubrica fissa, dico? Si poteva fare un giro per gli sport meno battuti, ci sarebbero racconti possibili in ognuno di questi. Anche nel curling. Ma il racconto fisso sui protagonisti del rugby, stufa.
E finiamo con le note peggiori. La politica. Travaglio è ok. E’ divertente da leggere, o almeno mi diverte, bisogna prenderlo con le molle e stare attenti a cosa scrive, ma va bene. Ma la differenza di animo, di sagacia, di causticità , di irriverenza con cui si parla di politica e dei politici su Linus a distanza di 25/30 anni è spaventosa. E non va a favore dei nostri tempi.
Linus è come il Partito Democratico. Uguale. Fortuna che in Linus ci sono le strisce, e ogni tanto scappa da sorridere.
P.S.: Michele Dalai mi deve un ringraziamento. Ho infatti evitato di paragonarlo ad Oreste del Buono. Un anno di abbonamento me lo dovrebbero regalare, su.
Web 2.0 e l’illusione del potere agli utenti. WordPress per un NewsMagazine online
Vero, grazie.
Anche la differenza tra la Politica di 25/30 anni fa e la politica (con la p minuscolissima) di ora è spaventosa. Anche la differenza tra un’editoria in cui i mensili facevano da approfondimento e non esistevano internet, le news sui telefonini e tre tribune politiche a sera e quella di oggi è spaventosa. Anche la differenza tra Oreste (che è stato anche se per poco mio maestro oltreché amato prozio) che l’ha fondato e chi l’ha ereditato in pessime acque è spaventosa. Grazie per la recensione, è che a volte andrebbe tarata un po’ tutta la bilancia.
Saluti,
Michele Dalai
Benvenuto, onorato di averti qui.
Si’, e’ vero: le cose cambiano. La politica peggiora, l’editoria tradizionale immagino sia diventata un terreno minato.
Se davvero non e’ possibile uscire in edicola con un Linus al vetriolo, acuto, irriverente, che sa ancora sbalordire; se magari non c’e’ spazio, non ci sono penne all’altezza, o se da un’analisi di marketing risulta che sarebbe un fallimento, e allora e’ meglio “guardare al centro” anche nei toni, nei registri, nei contenuti di un periodico come Linus; se cosi’ e’, prendi il mio post come un semplice atto d’amore per il Linus che fu, e per un’editoria che c’era, e che mi son goduto troppo poco.
Per il resto, continuo ad essere un vostro abbonato.
Ciao, e in bocca al lupo.
Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura
Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico
Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei dirittiâ€, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali
Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei dirittiâ€, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti†Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popoloâ€. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.
Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti†comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi elettiâ€, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.
good story