Tesi:
La par condicio in Italia è una inutile, ridicola, ipocrita pantomima resa ancora più umiliante per gli eventuali beneficiari (che saremmo noi telespettatori) dalla concentrazione delle frequenze pubbliche televisive.
[inciso] quella roba chiamata conflitto di interessi, boh, sembra sia risolta; infatti non ne parla più nessuno, a destra o a sinistra; forse non me ne sono accorto io; forse nel patto che prevedeva che Berlusconi non puntasse più sull’anticomunismo per scaldare gli animi degli indecisi, c’era incluso anche che i suoi oppositori non nominassero neanche per sbaglio il tema “conflitto di interessi”; volevo approfittare di questa lunga parentesi senza punti, quindi, per comunicare a quelle parti politiche che dovrebbero avere come obbiettivo quello di farsi rappresentare da me, che, 1, a me il tema del conflitto di interessi sembra caratterizzare non solo, poverino, Berlusconi, ma tutta una serie di meccanismi, di dinamiche, di ingranaggi di altissimo livello, che fanno dell’Italia quel paese di merda che ci ritroviamo, e che quindi citarlo non mi sembra “noioso”, “scorretto”, “inutile”; e , 2, sveglia, Berlusconi il patto l’ha violato da qualche tempo[/inciso]
Dimostrazione:
Tg4, ieri: Silvio, splendente (e incazzato), arringa una folla compiaciuta gaudente (e incazzata), parando i colpi delle dichiarazioni veltroniane della mattina, e contro-bombardando a suon di comunist-prod-mentitor-vigliacc-perdenti. Azzurro e bianco, i colori sociali, sullo sfondo, Berlusconi è solo nell’inquadratura, l’immagine è chiara, definita, le luci rendono Silvio quasi tollerabile. Dopo un 3/4 minuti di soliloquio si torna in studio, lo speaker annuncia con tono professionale ma leggermente risentito che, per il rispetto delle norme vigenti relative alla par condicio (le multe avranno fatto il loro effetto), compenseranno ora con un intervento da parte di un esponente della parte avversa al PdL. Un intervento di Veltroni? No. Di Di Pietro. Parte il filmato: sullo sfondo una qualche struttura comunale della Calabria, pareti sporche, forse un crocifisso, tonalità generale tra il giallo panna scaduta e il marrone dolceuchessina, nell’angolo in basso a sinistra dello schermo c’è un vecchio, per la precisione mezza faccia di un vecchio; la fascia destra del mio televisore è invece occupata dalla porzione sinistra di una figura che fa capolino, uno che sembrava aver finito di arare una decina di ettari un quarto d’ora prima (e io la terra la rispetto, ma tutto va contestualizzato..); al centro Tonino Di Pietro spiega, inciampando spesso, alcune robe vaghe riguardo gli appalti e la Calabria e forse la mafia; un intervento dall’attinenza nulla rispetto alla precedente tirata Berlusconiana, e dall’appeal inesistente per chiunque non sia calabrese. Avrebbe fatto cambiare canale anche a un groupie di Tonino tipo Travaglio, per capirci. Per le statistiche del garante, c’è stata par condicio.
Conclusioni:
X-Factor, oggi: In piena confusione parte da Morgan, microfonato inconsapevole, un inequivocabile “Chi non salta Berlusconi è..è”. Istintivamente ho sorriso per la gaffe, poi ho pensato che, sì, sono molto basse, ma esistono delle probabilità che qualcuno riporti su un giornale quest’episodio in relazione alle norme sulla par condicio.
Ho sorriso un’altra volta.
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