Questo qui di [mini]marketing è davvero un bel post. Critica, in quanto ad efficacia, le strategie (auto)promozionali fatte di raffiche di ego indifferenziate che si diffondono col moltiplicarsi di servizi di aggregazione. La proliferazione, su tutti i social media disponibili, di feed riportanti lo stesso contenuto, secreto dallo stesso utente. E che magari è anche una minchiata.
Però alla fine l’ho riletto (l’avevo già letto dal mio feereader), questo post, e riesco a parlarne, solo perché ho avuto l’opportunita’ di ritrovarlo, ’sto post, su friendfeed (il ripetitore più trendy del momento). Detto da uno che considera le suddette tattiche autopromozionali poco etiche e per nulla qualificanti: a livello quantitativo, la strategia funziona. Magari non fa un granché “immagine”, ma raggiunge lo scopo primario: essere letti, comunque, il più possibile.
Naturalmente, un sistema di reti sociali telematiche che non riesce a far gestire al meglio i flussi informativi ai singoli utenti è un sistema acerbo, in crescita ma non ancora maturo. E’ ovvio, no? In pratica mi ritrovo una televisione text-only fatta da non professionisti alla ribalta con un botto di repliche e senza neanche un palinsesto.
Io mi aspetto di poter aggregare (e qui ci siamo) e selezionare (e qui siamo lontani) tramite un unico servizio tutti i flussi che mi interessano, da chi voglio, feed per feed, tipo di feed per tipo di feed, produttore per produttore. E mi aspetto di poter decidere, sempre da quell’applicazione, dove dirigere quei flussi: questi degli amici-amici e tutti i twit sul telefonino, questi professionali su una casella di mail appositamente configurata, questi altri di cazzeggio, di politica e di idee nel lettore di feed predefinito, e questi altri infine nel Next Big Thing. Eccetera. Il post di [mini]marketing l’avrei ritrovato lo stesso, e mi sarei evitato una serie di micro-atomi informativi inopportuni, non sincronici, distraenti, disturbanti. Rumore.
I requisiti utente mi sembrano chiari.
Ecco, ora fatelo.
18 Luglio 2008 alle 10:13 am
sono stato smentito subito, quindi
comunque FriendFeed permette, utente per utente, di selezionare cosa vedere e cosa no (quindi posso nascondere il tuo last.fm, o twit di quell’altro, o il tumblr di quell’altro ancora).
I mezzi per difendersi ci sono, è per questo che quelle strategie sono senza futuro.
ciao
gluca
18 Luglio 2008 alle 2:05 pm
Smentito no, e’ che finche’ non si riuscira’ a gestire correttamente la torrenziale pioggia informativa che ci bagna quotidianamente, moltiplicare le gocce continuera’ a funzionare (sempre e solo da un punto di vista quantitativo).
Su FriendFeed: mi ci sto incaponendo oggi, mi sembra un pericolosissimo strumento di masturbazione cerebrale collettiva, disciplina di cui sono cintura nera gia’ da anni su Usenet. Pericolosissimo
19 Luglio 2008 alle 10:03 pm
ahah
meraviglioso questo commento! “un pericolosissimo strumento di masturbazione cerebrale collettiva”. pensavo io pure esattamente questo. considera che a me ha ricordato la vecchia irc!, stra-potenziata e arricchita di tutte le esperienze di social web che l’hanno seguita.
buono anche il post, io non faccio testo per quanto patita sono dell’argomento.. ma bravo, un bello spunto. dovrai tornarci!, con precise proposte di gestione magari (consiglio).
21 Luglio 2008 alle 4:03 pm
Mi conosci poco.
Per questo non sai che ora faro’ di tutto per non tornare mai piu’ sull’argomento (questa risposta al tuo commento era gia’ a rischio); l’alternativa e’ che ci torni su, magari tra un mesetto, con un pippone illeggibile, noioso e con l’appeal di un formichiere sudato. Quasi quasi ti faccio scegliere.