telemac0

per coloro cui piace presumere

Riflessione finale su Current_

Finale perché non credo che tornerò a parlarne.
Ciò di cui parlo è il canale televisivo Current, il 130 sul bouquet Sky.

Giacomo Dotta fa un’accurata analisi del canale televisivo in questione, e la sensazione con cui ci lascia è quella dell’amaro in bocca; lo sforzo di ibridare due media c’è, ma il risultato non soddisfa.

Un paper ci suggerisce il perché. La trascrizione dello speech di Clay Shirky che ho linkato si conclude con un aneddoto illuminante. A casa di un amico, la figlia di quattro anni viene messa buona a guardare un DVD in Tv. Ad un certo punto la piccola salta su dal divano e si infila dietro al televisore. Gli adulti sorridono e pensano che lei voglia assicurarsi che una delle protagoniste del film fosse davvero tornata a casa, o cose del genere. Invece lei comincia a rovistare tra i cavi, mette fuori la testolina da dietro lo schermo, e alla domanda “ma cosa stai facendo?”, risponde: looking for the mouse. Voleva interagire, come oramai era abituata a fare.

Current, tra le altre cose, ci toglie il mouse, la possibilità  di scegliere, manipolare, rivedere, selezionare. Dal lato “web”, quindi, toglie l’interazione.

Allo stesso tempo non offre quella programmazione strutturata tipica di un canale televisivo. Non programmi, ma clip tra i 2 e gli 8 minuti. Dal lato “tv”, perciò, toglie la struttura della programmazione. Offrendo una playlist predeterminata in broadcast.

Esattamente come Dotta nel suo articolo, la mia conclusione è che vedo Current destinato ad essere, al massimo, un canale da zapping casuale.

Ulteriore critica: la televisione digitale (terrestre o satellitare) offre un livello di interazione potenziale molto più elevato rispetto a quella via etere, data la grande quantità  di dati che passano nel segnale. Neanche in questa occasione si è pensato a sfruttare questa possibilità  in maniera efficace; forse ci sarebbe stato il salto di qualità .

, , , , ,

7 thoughts on “Riflessione finale su Current_
  • Sergio scrive:

    mha non lo so. Quello che mi sono chiesto quando ho cominciato a sentir parlare di Current_ è: ma cosa mi serve? C’è youTube e compagnia, ci sono i VidCast e le Web TV: che bisogno c’è di una TV user generated, appunto come correttamente dici, senza l’elemento dell’interazione?

    Nel 2008 (ma anche nel 2004 volendo) con un portatile attaccato alla TV (o un device simile) posso decidere da solo il mio palinsesto con una vastissima scelta di UGC (e non).

  • Telemaco scrive:

    Beh, siamo sostanzialmente d’accordo allora. Tra l’altro, in Italia e rivolgendosi al target 16-34, l’audience potenziale maggiore la si ha sul Web e non su un bouquet satellitare a pagamento (vado a spanne ma credo di azzeccarla comoda, questa). Altro discorso naturalmente sarebbe stato essere ospitati da un canale via etere (chesso’, 2 ore in seconda serata su La7 oltre al canale dedicato su Sky). Gli utenti-produttori sarebbero stati molto più motivati, mi sa.

  • markingegno scrive:

    Gia’ da quella calda presentazione all’Ambra Jovinelli avevo avuto l’impressione che il “passaggio televisivo” potesse essere poco piu’ di un premio per il bravo blogger. Ad essere buono. Parlerei di carota sventolata sotto il naso del mulo, a voler essere piu’ cattivo.

    Cosi’ com’e', l’aspetto Tv mi pare del tutto secondario rispetto a quello web.
    My two cents.

  • Ciao Telemaco,
    Concordo con te su molte sonsiderazioni circa CurrentTV, ma credo che CurrentTV in Italia (come anche in USA) sia ancora un esperimento di commistione fra user generated content e televisione tradizionale. Quello che voglio dire è che solo fra un anno o due scopriremo le implicazioni ed i risultati di questo esperimento e solo chi investe sul progetto avrà  i dati per fare delle valutazioni serie a proposito

  • Telemaco scrive:

    @markingegno: non so, sai. A meno che non abbiano un rubinetto sgorga-soldi infinito, se davvero la tv fosse “secondaria” o accessoria nel progetto-Current faticherei a comprendere il modello di business. Gestiscono a tutti gli effetti un servizio Web di rich content (quindi anche solo a livello di infrastruttura, banda server e gestione insomma, la spesa non è irrilevante) e in più un canale satellitare (per quanto smilza sia la struttura di management, tra direttori e operativi ci saranno almeno 15/20 bocche da sfamare, a spanne); aggiungiamoci che intendono sovvenzionare i videomaker migliori. Solo col web-advertising, che tra l’altro per ora non mi sembra facciano, quando vanno in pareggio?

  • Telemaco scrive:

    @Albert: ciao Albert. Chiaro: le uniche cose che si possono tentare ora sono
    1. fotografare l’esistente e, sulla base di ciò che si vede ora e del proprio “naso”,
    2. azzardare una previsione.

    Per quello che vedo, considerando l’audience possibile per una tv satellitare italiana, quella *reale* dico, e l’approccio adottato da Current riguardo all’ibridazione tv-web e alla progettazione del servizio, il mio giudizio è quello che ho espresso nel post: zapping casuale.

    Rischio di dilungarmi per articolare, l’avevo evitato appositamente quando tiravo giù il post; in sintesi, IMHO, la bilancia pende più dalla parte della difficile affiliazione alla tv per gli spettatori “tradizionali”, che sul braccio del coinvolgimento e finanziamento dei pro-user, non foss’altro perché i primi sono logaritmicamente più numerosi dei secondi, e questo in tv si sente.

  • Telemaco scrive:

    @markingegno: a proposito di business model, dicevo che c’era qualcosa che non mi tornava: ecco le cifre.

    A questo punto, mi vien da dire che avranno un rubinetto che sgorga soldi infinito :)

Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>