L’Italia sembra un paese schizofrenico.
Succede infatti che da una settimana (mi tengo stretto) si mormori, si sussurri, si origli, riguardo a bocche giovani e anziani membri governativi, e del relativo contatto. Ne parlano tutti, alludono, accennano, smentiscono. Solidarietà bipartisan, campeggiava qualche giorno fa su Repubblica online: parlamentari di governo e d’opposizione che manifestavano la loro vicinanza emotiva alla povera malcapitata oggetto dei rumors su una presunta intercettazione che, si è capito poi, non sarebbe mai diventata pubblica nella sua interezza. Insomma, l’intercettazione, quella no, non era dato conoscerla; ma tutti, dal barbiere di paese al sottosegretario al ministro, han commentato ciò che non era dato sapere ma che è stato fin troppo facile intuire: una conversazione tra il nostro Premier e un suo fedele adepto in cui si decantavano le gesta e i sapienti gesti della più bella ministra della storia della Repubblica a vantaggio proprio del Silvio nazionale.

Foto da Repubblica.it
Fin qui, a parte la solidarietà bipartisan, nulla. Nessuna smentita ufficiosa o ufficiale, nessuna presa di posizione, nessuna protesta o rivolta. Silenzi imbarazzati? Neanche, se non forse da parte della povera giovane dalle sapienti labbra.
Oggi invece succede che su un blog venga pubblicato il testo di un’intercettazione inventata, goliardica, satirica, volutamente esagerata, iperbolica, che ricalcava quanto tutti avevamo già immaginato. Dagospia la riprende, viene smentito dall’interessato, e parte la caciara. D’Agostino, quello che col becero e il torbido e l’allusivo reale ci si è costruito un paio di case e che difficilmente saprebbe fare altro nella vita, ha anche il coraggio di rispondere male al blogger in questione. Ghedini, Confalonieri e compagnia insorgono e smentiscono; smentiscono un testo di fantasia!
E alla fine il blog viene oscurato; il blogger si dovrà difendere; il post non è rintracciabile nella cache di Google. Come fa notare .mau., non è possibile risalire altro che al feed del post, fin quando la syndacation durerà.
Ma perché questa mobilitazione?
Beh, io un’idea ce l’ho.
Un conto è passare per gran mascolino che può abusare a suo piacere delle grazie della più bella tra le elette; un’immagine che ricorda un po’ questa, diciamo:

Foto da Corriere.it
Un altro conto, invece, è leggere di due vecchi che parlano di farmaci per farselo drizzare davanti a una bellissima donna che è lì a leccarlo. Il quadretto che ne esce, onestamente, è molto molto diverso. Patetico. Senescente. Sgraziato. Volgare. Laido. Tipo questo:

E, si sa, l’immagine è tutto. Del resto, Berlusconi una cosa sa fare: campagna elettorale. Di governare neanche a parlarne (inciso: l’Ulivo sapeva fare solo opposizione, invece; il PD, neanche quella; uno che governi, in definitiva, proprio non ce l’abbiamo).
Naturalmente Ghedini, Confalonieri, eccetera, pensano che su Internet la loro censura funzioni bene come in tv. Altrettanto naturalmente, io sono più che contento di linkare Usenet, ed in particolare un post su it.media.tv che riprende integralmente il testo postato sul blog, cosicchè tutti possiate leggerlo e farvi un’idea; magari io sbaglio, infatti, e magari il motivo per cui tutti sono insorti su un falso tacendo invece sul vero è un altro. Però è giusto che l’idea se la facciano tutti sui fatti, e non sui commenti. Ecco perché ho salvato il testo del post che linko su un file txt. Non volesse il cielo che il post venisse rimosso, si sa mai.
Giusto, no?
L’Italia sembra un paese schizofrenico. Sembra. Ma in realtà è solo una psicosi narcisistica. Ed è su quello, sul narcisismo, che bisogna operare. Inutile star lì con gli psicofarmaci. Bisogna andar giù duri, armati solo di specchi. Secondo me, potrebbe funzionare.
Intanto, Gilioli intervisteggia il ragazzo autore del post. E vediamo cosa succede.
8 Luglio 2008 alle 11:55 am
Grazie per il link a usenet. Penso che sul p2p tra un po’ ci potremo trovare anche la conversazione in audio, doppiata con i sottotitoli in inglese!
Intanto pero’ il blogger per questa “bravata” (?) rischi grosso. Tempi duri per la satira in tv, figuriamoci sul web.