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per coloro cui piace presumere

SecondLife Business

Non è un’utopia, ma ci si avvicina molto.

Salto subito i convenevoli: non parlo di cos’è e di come funziona SecondLife, perchè lo troverete scritto in decine di altri post e di altri siti. Nè parlo di quali implicazioni psicologico-cognitive o di identità  siano ipotizzabili, e non mi soffermo sul lato sociologico della questione: è dai tempi della Turkle (Una vita sullo schermo, consigliabile divertissment per i nostalgici) che si improvvisano teorie (anche un pò strampalate, a volte) sulla frammentazione del Se’, sul lato paradossale e schizofrenico della seconda vita, e blabla..

Veniamo al lato pratico. I residenti di SecondLife, la maggior parte dei residenti, fanno essenzialmente 4 cose:

  1. Cianciano facendo gruppo e giocando alla vita di relazione. Poco utile.
  2. Passano il tempo a ballare in posti improbabili (Bad Girls, lo trovate andando sulla mappa e selezionando posti Popular, simboleggiati da una mano col pollice in alto, che rappresenta le isole più calpestate)
  3. Giocano al videopoker (cliccate su map, cercate tra i Popular le isole che nel titolo hanno poker o game)
  4. Fanno camp. Che non sono i BarCamp di SecondLife, no. Vuol dire semplicemente passare del tempo col proprio Avatar seduti su un cubo, o in piedi da qualche parte, al solo scopo di riceverne, in cambio, LindenDollar. (Anche per questo, andate tra i Popular e cercate qualcosa che abbia make money nel titolo)

Una prospettiva di vita esaltante per i propri Avatar, davvero.

Passiamo al business. Le cose che si possono comprare più facilmente sono:

  • Terreno (merce preziosa, ma vende direttamente la LindenLab)
  • Abiti
  • Script (brandelli di codice per arricchire i movimenti del proprio Avatar, di solito)
  • Strutture (case, chiese, musei..)

Naturalmente, si può battere qualcuna di queste strade. Difficilmente i guadagni compenseranno il tempo investito, in my humble opinon.

Se si ha voglia di disegnare e di programmare, combattendo con il primitivo sistema di primitive e col LindenScript, si può investire comprando un’isola e dedicandola a qualcosa che i cari Avatar ancora non fanno e che potrebbero aver voglia di fare. E, per la quale, siano disposti a scucire qualche LindenDollar. Da poco è stata aperta un’isola destinata ai combattimenti. Funzionerà ? Dipende. Hanno creato negozi attorno alle arene per arricchire il proprio Avatar di combo o di armi? Hanno pensato a come spillar soldi anche agli spettatori? Allora funzionerà .

Un’altra idea? La regalo io. Su SL (in cui si può volare, e in cui ci si può teletrasportare, ricordiamolo) va tanto di moda avere il proprio mezzo di locomozione. Bene, avendo tempo da perdere investirei in un’isola su cui organizzare corse. Corredata di officine. E di bookmaker.

Una prospettiva diversa è quella delle aziende. SecondLife (per ora, e, in my very humble opinion, ancora per poco) costituisce di per sè una cassa di risonanza. Un modo come un altro per fare brand, con costi tutto sommato limitati. Si acquista un’isola (per il primo anno il costo totale si aggira sui 2500/3000 euro), si fa circolare la voce, e ci si assicura un po’ di clamore, quantomeno sul Web (ma non solo). Unica avvertenza: le isole vanno popolate e vissute; è desolante e controproducente creare e pubblicizzare la propria isola per farla trovare, ai visitatori, completamente deserta.

Nota finale: questo post l’ho salvato nella categoria “Web2.0″, perchè non ce n’era un’altra adeguata, e perchè spesso SL viene così classificato. Personalmente, ritengo quest’etichetta completamente fuori luogo. “Web”, non lo è: protocolli diversi dall’http, un client apposito ed esclusivo per accedere al Grid; “2.0″ lo associo, oltre che al concetto di social, anche a quello di sharing; in SecondLife non si condivide nulla, si compra e si vende. Tutto.
Non accantono però SL nella scatola destinata alle minchiate volanti. Lo considero uno scalino superato verso quello che diventerà  Internet. Le interfacce 3D sono sprecate su supporti 2D, ma il futuro sarà  tattile e tridimensionale. Sempre, nuovamente, in my very very humble opinion.

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4 thoughts on “SecondLife Business
  • markingegno scrive:

    E’ solo per *scaramanzia* che non ho riposto SL nella “scatola delle minchiate volanti”, ma la proposta dell’isola delle corse e’ carina, so gia’ a chi proporla!!
    ;-)

  • Telemaco scrive:

    Conservati una nicchia dell’isola come bookmaker, mi raccomando!

  • Fiona Saiman scrive:

    Ciao, non hai parlato però di tutte le cose che belle e interessanti che una parte degli avatar di SL si prova a fare come organizzare presentazioni di Libri e altre cose davvero ma davvero molto belle. Penso che tutti debban conoscere anche questi lati positivi non credi?
    Fai un salto alla Bilioteca di Archimedix Bulan ci farebbe piacere incontrarti e illustrarti le cose che facciamo noi e altri amici di SL.
    Buon proseguimento

    Fiona Saiman

  • Telemaco scrive:

    Ciao Fiona,

    e’ vero, su SecondLife si organizzano anche eventi piu’ interessanti; a proposito di questi non avrei potuto parlare di “maggioranza degli utenti” (oggettivamente), ne’ si puo’ strutturare un post che ha come tema il “fare business/fare marketing con SecondLife” su questo genere di attività : troppo di nicchia, troppo legate al “volontariato”. Non per questo poco meritevoli (anzi!) ma poco redditizie, questo si’. Almeno per ora.

    Mi riprometto di parlare di un paio di eventi a cui ho assistito direttamente, e.. magari ci becchiamo nel Grid ;)

    Ciao

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