Dunque, questo esempio di cross-over tra un reality e il maestro Manzi costituisce una delle perversioni televisive della mia compagna di vita da un paio d’anni. Visto rigorosamente su La7 (non mi sembra il caso di abbonarmi a SKY per osservare marmocchi che strillano), ammetto che non ho mai fatto fatica a sopportarlo, e risparmio agli sparuti lettori commenti introspettivi sull’immedesimazione nel ruolo del padre di famiglia.

Veniamo al dunque, l’anno scorso (su La7, quindi immagino per i possessori di Sky si stia parlando di 2 anni fa come minimo), il cast di Tate superesperte nel ri-programmare genitori in modo da far avere ai pargoli delle turbe psichiche curabili con poche sedute di terapia, si presentava così:

SOS TATA - prima

Una discreta collezione di cessi, a voler analizzare il lato pratico della questione.

Quest’anno il cast è cambiato. Settimana scorsa è stata mandata a punire fisicamente dei malcapitati e poco avveduti genitori una arpia dalle chiare tendenze sadico-sociopatiche che poco fantasiosamente ho ribatezzato “Tata Nazi“. Alla scarsa vena creativa è venuta in soccorso la compagna di cui sopra, correggendo il tiro in un più efficace “SS Tata“: non male, good shot.

Ieri, oltre alla Tata storica (nella foto in alto e in quella in basso, sempre a destra), è stata mandata allo sbaraglio una avvenente (quanto poco competente) valchiria dallo stacco di coscia notevole. Ho faticato poco a ribattezzarla ma il risultato merita: come altro chiamare la biondona al centro della foto:

S.O.S. Patata

se non S.O.S. PaTata?

Ah, stranamente da ieri sera questo programma non piace più così tanto, alla compagna di cui sopra.