Matteo Moro riassume in un postroll le disavventure più o meno simpatiche capitate ad alcuni blogger mal serviti e/o poco considerati nell’atto di consumare una cena o un caffè.

Lieto di non far parte della categoria dei delusi alimentari, mi va di tirar su la categoria dei gestori e dei camerieri con una segnalazione incompleta ma positiva, riguardo la mia seconda colazione. La prima la faccio a casa, la seconda appena arrivato a lavoro.

A Largo Argentina mi aspetta Rita, cassiera dolce e affezionata che mi fa pagare qualsiasi cosa 50cent. Un caffe’? 50 centesimi. Due? 1 euro. Due caffè, un cappuccino, tre cornetti e 3 acque da mezzo litro per l’ufficio? 4, 50 euro. Fantastico. In più il barista, apparentemente burbero, appena mi vede fa un cenno con la testa, mi basta annuire e sul bancone si materializza un caffè con bicchiere d’acqua in attachment. Ovviamente non posso dire il nome e l’ubicazione precisa del bar, altrimenti la cassiera domani è a spasso. Non sono un tipo che si fa notare, per nulla (almeno così mi sembra) ma probabilmente faccio simpatia. Magari quando entro in un locale la prima cosa che penso non è “Il cliente ha sempre ragione e qui io pago e quindi faccio quel cazzo che mi pare”, ma “’sti qui stan lavorando”. Forse questo aiuta.