Sgombriamo il campo dagli equivoci: al di là dei comunicati stampa, IE9 non sarà lontanamente paragonabile a Chrome in quanto a velocità e a nessuno dei concorrenti per quanto riguarda l’aderenza agli standard più avanzati. Per non parlare della scelta commerciale: si lavora su un browser leggero e innovativo per recuperare fette di mercato perse, ma si lascia fuori dalla release definitiva Windows XP, il PROPRIO sistema operativo di maggior successo, quello presente nel 50% delle macchine client attualmente in giro. Vabe’.
IE9 sarà il solito tentativo di imitazione (prima di Firefox, ora di Chrome) mal riuscito, sarà pesante, lo proveranno solo quelli che hanno Windows 7 o Vista, e tutti scherzeremo Microsoft sulla distanza tra quanto dichiarano e quanto rilasciano; però. Però IE9 introduce una novità che segnerà una svolta, che diventerà uno standard e sarà ripresa dai concorrenti: le scorciatoie da desktop non saranno più dei semplici link ma delle mini-app (per i siti che supporteranno questa funzione, naturalmente). Il leftclick (o il doppioclick) sulla scorciatoia nella barra delle applicazioni aprirà il browser nella data pagina; ma il tasto destro del mouse consentirà di accedere a un menu contestuale in esecuzione in locale, con alcune funzionalità del sito in questione direttamente accessibili: nel caso di Facebook, il controllo di update, la chat, la messaggistica.
Non è per nulla un’innovazione da poco, e contribuisce ad allontanare ulteriormente il Web dal browser e a rendere i servizi Web sempre più delle applicazioni configurabili a seconda del device. Se dal lato mobile questo salto in avanti è da attribuire principalmente ad Apple, per quanto riguarda i desktop toccherà riconoscerlo a Microsoft.
