quelli che proveranno a convincervi che Avatar è un filmetto. Perché non ha trama, o ha una trama scontata, Pocahontas e Balla coi Lupi e chissà quanti altri film, quanti romanzi.
Ci saranno quelli che, costantemente ansiosi di distinguersi, maniaci della provocazione fuori dal coro, dileggeranno il trionfo popolare sulla base dell’equazione “se piace a molti, allora fa cagare”, corollario logicamente sballato dell’argomento “miliardi di mosche mangiano merda”.
E poi ci saranno quelli cui non sarà piaciuto, perché avranno scelto di vederlo in una sala tradizionale, 2D (difficile immaginare una maniera più efficace per bruciare 7 euro).
Ecco, fregatevene, scegliete una sala 3D ben attrezzata, mettetevi comodi, rilassati, e pronti a imparare una nuova maniera di stare al cinema; preparatevi a impressionarvi per i dettagli e fregarvene della trama o dell’intreccio, ad apprezzare una montagna sospesa o una medusa flottante, e a godervi mezz’ora di battaglia in apnea.
Insomma, andate a vedere Avatar, perché è il film che passa il confine e che impone un nuovo standard. E potrete dire di averlo visto.

