Oggi avevo delle commissioni da sbrigare, a S.Lorenzo, prima son passato dalla Posta vicino casa però; c’era fila anche fuori e una signora mi ha suggerito “pija er numeretto”, ho preso il numeretto ma non ce l’avrei mai fatta comunque, a stare nei tempi; allora son passato dall’elettrauto, da qualche giorno il tergicristalli non mi funziona più, fortunatamente non mi son trovato mai nel mezzo di un acquazzone; del guasto me ne sono accorto quando, tirando la levetta, sabato notte ho spruzzato di detergente schiumoso il parabrezza[1], e me lo sono tenuto inzaccherato per tutto il tragitto, visto che le spazzole non ci pensavano proprio, a ripulire il tutto; e siccome queste robe mi creano un po’ di disagio, e già ho il vetro dello specchietto sinistro che si tiene su per miracolo ed è segnato da un’ampia croce obliqua[2], ho deciso di passare dall’elettrauto. Dopo aver rischiato di stirare una vecchietta in retro finalmente l’elettrauto è uscito dal bagno, che era in bagno me l’aveva detto il suo Assistente Ufficiale “sta ar cesso, aspetta du minuti”, ok, ma la parte brutta è che io speravo fosse un fusibile e lui parla già di motorino bruciato, crampi al portafoglio, lo saluto dicendo “passo domattina, me la vengo a riprendere domani pomeriggio”, ma ci devo pensare.

Insomma alla fine sono arrivato a S.Lorenzo, saran state le 10.30 e temperatura e tasso di umidità non contribuivano a mantenermi lucido. Ho parcheggiato con fatica e raccattato borsa e cellulare e sigarette e tutto il resto da ogni vano portaoggetti esistente o adattato, e son partito in missione. Al ritorno cercavo le chiavi nel solito posto, la tasca posteriore della mia borsa, di solito zeppa di roba, sempre a rischio esondazione, con la fodera interna strappata il giusto da renderla la sacca infernale dell’oblio; ma anche ficcando la mano lì, nulla. Certo, non mi preoccupavo perché, dicevo, ora arrivo alla macchina, mi appoggio sul cofano e tiro fuori tutto; e spunteranno fuori anche le chiavi. Arrivo alla macchina, ma non faccio in tempo a posare la borsa sul cofano che vedo le chiavi: sono lì, penzolano ammiccanti dalla serratura dello sportello del guidatore, le serrature sono aperte, le chiavi lì.

Neanche mi incazzo o bestemmio o mi sconvolgo, mi metto al posto di guida ringraziando il cielo o la fortuna, abbasso i finestrini e penso d’istinto a lui, l’altro-Me in un altro degli infiniti universi paralleli (io ci credo, agli universi paralleli) che con la borsa in mano sarà arrivato nel punto esatto dove avevo parcheggiato e ci avrà trovato, boh, niente, o forse un biglietto con appiccicata col nastro adesivo  una moneta da un’euro, e con su scritto “co’ questi comprace un bijetto”. Nel prossimo deja-vu toccherà dargli una pacca sulla spalla, ché me lo immagino, come si sarà sentito. E non lo invidio per nulla.

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[1]: che poi io son stato per anni col serbatoio del detergente vuoto. Secco. Arido. E ci avevo una bottiglia di plastica vuota che ogni tanto riempivo. Poi da quando sto facendo curare la macchina dall’Assistenza Ufficiale (c’è un che di ricorrente, in questo) la macchina ogni tanto perde qualche pezzo (la candela, il motorino dell’alzacristalli elettrico, i tergicristalli) e via di assistenza e preventivi e scucire la grana, ma il detergente, ecco, il serbatoio del detergente è sempre pieno e schiumoso. Questa sì che è professionalità.

[2]: gli specchietti, poi, anzi lo specchietto, quello sinistro, meriterebbe un discorso a parte. Per 4 mesi ho rincorso le sue manie paranoidi, evidentemente frutto di un post-traumatic stress disorder: da quando la conchiglia che regge lo specchio aveva preso una botta da un tamarro su una Fiat Brava, botta che aveva fatto cadere e distruggere lo specchio vero e proprio, ogni nuovo specchio montato cadeva inesorabilmente dopo pochi giorni. Ne ho provati di sottomarca (9€) e ufficiali (40€) e sarò arrivato a spendere almeno 250 euro di specchietti, per tenersi bassi. L’ultimo è caduto dopo solo una settimana di utilizzo, era l’ennesimo da 40€, e allora l’ho ripreso e facendo attenzione a non dissanguarmi l’ho riattaccato alla conchiglia. Non è più caduto, è almeno un anno che è lì. Trauma scaccia trauma.