Riguardo a cos’è stato l’evento di presentazione e a cosa sia Current_ Italia, consiglio la diretta di Giovy e una ricerca su Google: troverete tutto ciò che i blog hanno scritto, e i redazionali che Current ci ha fornito.
Il resto è qui di seguito.
Domande mai poste o senza risposta
Caro Mr Gore,
Lei ha replicato ad un’obiezione sul mancato “controllo delle fonti” in Current, asserendo che il palinsesto (“la playlist dei pod inviati dai viewer”..) in Current si genera dai voti degli utenti, e non da una redazione manipolabile. Gli spettatori sono chiamati a decidere il palinsesto. Nei media tradizionali, correlare audience e qualità , giudicare la seconda in funzione della prima, ha prodotto la deriva populista, trash e guardona di Maria de Filippi e dell’Isola dei Famosi, e telegiornali come il Tg4 e Studio Aperto. Sicuro che il suffragio universale sia sempre e in ogni caso il metodo migliore?

Ha presentato il suo prodotto attaccando decisamente i media tradizionali ed in particolare la televisione. Non è un controsenso eccessivo farlo mentre si presenta un nuovo canale di Sky in una conferenza stampa in diretta su Sky? (anche il buon Carelli, del resto, sembra pensarla così, visto come si agita sulla sedia ogni qualvolta lei affronta l’argomento)
Nel social sharing l’utente, firmandosi con il proprio nome anagrafico o con un nickname, condivide un contenuto su una piattaforma terza, ma conservandone la paternità , rendendolo riconoscibile, costruendo su questo una propria identità digitale; succede ora, con i blog, con Flickr, con YouTube. Crede che Current, riversando queste identità su un media con un bacino di utentza più vasto come la televisione possa generare una “star”, un grande personaggio televisivo, o in USA, Inghilterra e Irlanda è successo che fosse l’identità “Current_” a prevalere sulle singole individualità degli utenti che contribuiscono?
Personaggi e interpreti
Al Gore è un americanone da ranch. Un paio di aneddoti simpatici in repertorio, infilati coi giusti tempi comici.
Carelli sobbalzava ad ogni bordata di Gore sulla pessima informazione propostaci dai mass media.
La sporca trentina aveva i posti riservati non aveva neanche i posti riservati, questi qui sotto erano destinati a ospiti Sky, ma con un’azione di chair-squatting una parte della blogosfera-che-conta ne ha preso possesso; era buona buona e calma, niente exploit particolari, tre file dietro di me. Niente di che, insomma, su.

Social e più social
La maggior parte delle facce continuo a non poterle associare ad un nome. Comunque non fidatevi MAI degli avatar che trovate sui blog, mai.
Montemagno è molto più magro di come uno se lo figura; il sorriso gli tira il collo e affonda nelle orecchie. Ce la mette tutta. Attonisce la sala con un “UAU!” d’esordio che sarà il tormentone dell’estate.
Tessarolo è in cravatta verde e parla pochissimo. La somiglianza con Silvio Muccino è imbarazzante.
Wittgenstein, c’era pure lui, ma nascosto, informale e trasparente, evita con metodo e intenzione l’annoso rituale degli autografi che l’ha sempre imbarazzato.
MCC impeccabile, però rispetto alla foto del suo header ha messo qualche chilo.
Mantellini è brizzolato, occhi chiari, anche fascinoso volendo. Sempre che quello che mi hanno indicato sia Mantellini (perché io fatico a crederci: me lo facevo tarchiatello). Indizio a favore che fosse proprio lui: ad un certo punto è arrivato Franceschini (sì, quello del PD), gli si è seduto affianco, e poi sono usciti a pomiciare (ok, è un po’ greve, ma non negate di aver riso. Markingegno, ad esempio, ha riso, mentre gliela dicevo).
C’era pure quello che daje.
Minimalia
Sentire Gore vendersi argomenti come “la democrazia a rischio” e “l’errore compiuto nell’invadere l’Iraq” al solo scopo di promuovere il suo business mi ha, per un attimo, disgustato. Poi ho pensato alla maglietta e m’è passata.
Accredito rapidissimo: nome, cognome, confermato su elenco cartaceo da efficiente signorina che si occupa dei cognomi A-C, la stessa mi consegna:
1 pass (formato A6, logo e colori sociali nero e verde sul frontale, bianco spoglio il retro; il pass è anonimo)
1 cartelletta redazionale
1 maglietta (taglia L, nera, qualità cotone sufficiente, design mediocre)
La fila successiva è stata più fastidiosa, ma niente di che alla fine.
Voto organizzazione: 7
Voto gadget marketta: 6-
14.10, afrore 2.0: la coda di blogger che attendono l’apertura secerne user generated contents.

Contest: chi indovina chi è questa signora vince la maglietta Current_
Tra i filmati che scorrevano sul megaschermo alle spalle di Gore e compagnia, ad un certo punto è spuntato, enorme, il faccione di Berlusconi con le mani protese in avanti e i palmi, verso il basso, che incombevano sulle teste di Gore, il suo scagnozzo, l’interprete e Carelli; profetica non so, sicuramente ironica, peccato che il quadro sia rimasto in scena solo per 3 o 4 secondi, non sufficienti a farmelo immortalare. Meritava davvero.
Pandemia ha dovuto rompere il ghiaccio con le domande a Gore, e porello è incespicato.
All’uscita c’era Robin Good. Veramente. Quando si dice essere di parola.
Kay Rush, in veste di blogger (e dolcemente arrotondata) ha perculato Gore riguardo gli imbarazzanti stivali calzati. Ilarità generale.
Infine
L’idea è affascinante e venduta bene. Resto scettico sulle possibilità reali di successo. Nonostante la maglietta.