Impossibile. E’ inutile che mi riproponga di non andare a rimpolpare ulteriormente la categoria “Politica” di questo blog, quando poi uno si trova a gustarsi multimodalmente giornate come quella di oggi.

Siccome a tirar giù pipponi moralizzanti su quanto oltraggioso sia scambiarsi saliva al Senato ci penseranno altri soloni mediatici; e dato che di compiangere me e i miei compatrioti mi sarei pure stancato; beh, dato tutto questo, opto oramai per vivermi la vita pseudopolitica italiana come una spettacolare commedia di quelle che si facevano un tempo nei teatri d’avanspettacolo, il canovaccio agli attori e tanta, tanta voglia di improvisare.

Con Prodi che prova in tutti i modi a sgambettare le ambizioni kennediane di Uoltar W. (e fa bene, che’ ’sto centrismo buonista ci ha ampiamente scartavetrato i gioielli), un Prodi non così pessimo come in tutti i modi ci stan provando a vendere, e a cui dedico il titolo, quello che svetta migliaia di palmi sopra chiunque altro, oltre le astuzie politiche di un D’Alema, i doppiogiochismi di Letta (quello piccolo) e il nascondinismo del suddetto Uoltar; oltre qualsiasi Cusumato e sopra ogni Fini, Bossi o Berlusconi; beh, sopra tutti questi c’è LUI: KOSSIGA.

Qualche minuto fa commentava:

“Calci e sputi in faccia, risse e malori
nell’emiciclo parlamentare: torna la Prima Repubblica. Finalmente! Vuol
dire che c’è ancora speranza per questo nostro Paese…”.

Applausi. Un grande.

Ah, come scritto poco fa altrove, ribadisco che, ascoltando le dichiarazioni di Kossiga al contrario, potrete tranquillamente riconoscere “Stairway to Heavendei Led Zeppelin.