Le manifestanti cantano “Ciao amore ciao”
Qualche info in più sulla diretta di Repubblica.it
Pubblicato da Telemaco il 14 Febbraio 2008 in Diario Minimo
Pubblicato da Telemaco il 14 Febbraio 2008 in Diario Minimo
…le streghe son tornate
Ovvero, qualche immagine in esclusiva (data la privilegiatissima posizione da cui sono scattate, alcuni fotografi volevan salire ma gli abbiam detto corca) dal blocco a Largo Argentina donne contro pulotti. Qualità non altissima, ma col cellulare questo è il massimo.
L’inizio di tutto:
La carica dei pulotti (contro delle donne.. vergogna):
Un paio di donne malmenate:
Arrivano i rinforzi (ma restano buonini lì):
Le manifestanti ora sono sedute a terra:
Pubblicato da Telemaco il 14 Febbraio 2008 in Ascolti Visioni
Deprimente. Dopo la performance volutamente sottotono di Berlusconi, l’altro ieri, mi aspettavo che Veltroni cavalcasse l’onda dell’”uomo nuovo”. Che parlasse di soluzioni e non di intenzioni; che proponesse due, tre mosse concrete, dicendo chiaramente “il nostro progetto è questo; magari sbagliamo, ma è la nostra idea per dare una svolta a questo paese atrofico; e ci vorremmo provare”. Invece ha detto le stesse cose di Berlusconi (salari, tasse..), incartandosi sugli stessi punti (alleanze).
L’unica differenza tra i due leader nel salotto di Vespa è riconducibile all’accento dato alla parola “redistribuzione”; per Berlusconi una bestemmia da terroristi rossi, per Veltroni un auspicio da perseguire senza far piangere i ricchi (ma anche). Sottigliezza colta da uno 0.2% dei telespettatori, immagino.
Sono molto meno fiducioso di quant’ero fino a iersera; magari doveva rimanersene nascosto per un altro po’ di tempo, il Walter, lasciando noi a immaginare quello che avrebbe potuto dire.
Pubblicato da Telemaco il 12 Febbraio 2008 in Diario Minimo
La Cei critica ‘Caos calmo’, scena di sesso troppo pesante
“I due attori fanno l’amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia: capisco - spiega don Anselmi - che la scena vada letta e inserita nel contesto del film, ma confesso che anch’io sono rimasto stupito e disturbato.“
In piedi, vestiti e senza guardarsi in faccia.
E’ peccato?
Occazzo.
UPDATE: Noto che anche il zetavu ha qualcosa da ridire (o da ridere?) al proposito; e l’aveva pure pronosticato.
Pubblicato da Telemaco il 12 Febbraio 2008 in Diario Minimo
Tirar giù un post per segnalare che Ferrara si propone con una sua lista Pro-Life.
Vabe’, oramai l’ho fatto, tanto vale aggiungere che vorrebbe portarsi appresso dei nomi forti, noti, irreprensibilmente pro-life, e dal prestigio indiscutibile. Nomi tipo la Tamaro, insomma.
La faccio la battuta su Herbalife / Pro-life, “per la vita contro il girovita”.. no, dai, non la faccio.
Pubblicato da Telemaco il 9 Febbraio 2008 in Diario Minimo
http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1861800317
“Bush, Putin e Blair mi chiesero, se una volta finita la loro esperienza politica, avessero potuto entrare nel mio gruppo a lavorare”.
A svelarlo e’ il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che nel corso del suo intervento al Teatro Nuovo di Milano all’incontro con i Circoli della Liberta’, ha spiegato come, in occasione del G8 di Genova, i tre capi di Stato rimasero piacevolmente sorpresi dalle sue attenzioni.
A’ CAZZARO!
Pubblicato da Telemaco il 6 Febbraio 2008 in Ascolti Visioni, Diario Minimo, Selezione personale
“Rabbia“, l’ultimo libro di Chuck Palahniuk (un 7=, pochino, considerato il valore delle opere precedenti), è un romanzo scritto nella forma della biografia (c)orale, e ruota attorno al concetto antropo-socio-psicologico di spazio liminale. Gli spazi liminali (nella definizione data da Chuck per bocca dei fantomatici antropologi che fa parlare nel suo libro) sono quegli spazi sociali che si collocano oltre le normali regole del gioco; sono circoscritti, strutturati secondo un ritmo ben preciso, regole condivise (quantomeno dal gruppo che le pratica), e hanno peculiarità interessanti.

Il party crashing è l’esperienza liminale su cui gioca una parte del romanzo; ma parlare di uomini vestiti da sposa che sfoggiano il proprio abito in attesa dell’apertura della finestra di gioco, in cui finalmente potranno fare da squali e andare a marchiare le auto di altri giocatori, perde un po’ di senso al di fuori del contesto del romanzo. Quello che interessa è lo schema. L’esperienza liminale di solito segue un ritmo preciso: 1. pre-liminale, vestizione (decorazione con simboli condivisi che rappresentano la partecipazione a quell’esperienza); 2. liminale, l’esperienza vera e propria; 3. post-liminale, pubblica messa in scena emotiva riguardo all’esperienza; commento della stessa.
Le esperienze liminali permettono di sovvertire il normale ordine delle cose; quelle meglio strutturate sono positive, danno la possibilità di sperimentare nuovi modelli di organizzazione della società; quelle negative sono fini a se’ stesse. Tutte hanno, tra gli effetti comuni, quello di consolidare lo status-quo per mezzo della rappresentazione dell’opposto. Qualche esempio? Ok.
Chuck cita Halloween come esperienza di questo tipo; in Halloween i bambini (la parte più debole del gruppo sociale), dopo aver passato la fase della vestizione simbolica (e neanche troppo, simbolica), ribaltano i ruoli; sono loro ad essere i “potenti”; sono loro a cui sottomettersi, a stabilire le regole e le punizioni (dolcetto o scherzetto); in quello spazio, sono loro a comandare. Naturalmente, sanno benissimo che quell’esperienza è limitata (poche ore l’anno!), e che, finita la stessa, tutto tornerà al normale ordine delle cose; quello in cui sono gli adulti, ad avere il potere.
Anche il Fight club dello stesso Palahniuk è evidentemente uno spazio liminale. E’ proprio per questo, che ha successo, no?
Tra gli spazi liminali più vicini a noi non fatico a leggere il tifo ultras e tutto il contorno; simboli comuni, vestizione, sfoggio degli stessi, esperienza liminale violenta e circoscritta, fine esperienza e commento emotivo.. tutto torna, no? Gli ultras ci consentono di inserire un elemento in più: questo tipo di spazi liminali, quelli alla fine non particolarmente riusciti, fungono da perfetta valvola per il sistema di potere reale, condiviso; uno spazio in cui esaurire la carica violenta e contestatrice di un gruppo di persone disorganizzato, all’interno di un meccanismo organizzato, limitato, controllabile.
Ricercare tra le esperienze comuni quelle che possono essere collocate all’interno degli spazi liminali è un gioco divertente; individuarle, intravedere lo schema, arrivare a percepirne la funzione. Sì, è stato divertente fino a quando non ho applicato questo schema alle nostre elezioni politiche. Il simbolo è la scheda elettorale, ma anche i simboli dei partiti, e la propria appartenenza; lo spazio pre-liminale è quello della campagna elettorale, dove i simboli vengono esibiti; quello liminale è delimitato dai giorni delle elezioni. Un periodo in cui sembra a tutti i possessori della bandiera (così viene chiamato il simbolo di riconoscimento, che nel caso in questione è senza dubbio la scheda elettorale) di avere realmente il potere di decidere delle sorti della classe politica. Poche ore ogni tot di anni, prima di tornare alla realtà delle cose.
Triste, no?
Ah: “party”, oltre che “festa”, vuol dire anche “partito”.
Pubblicato da Telemaco il 31 Gennaio 2008 in Diario Minimo
Sconforto è ascoltare al TG (uno a caso, basta evitare quelli troppo schierati, tipo il TG3 o quello pericolosissimo de La7) che Berlusconi è stato assolto dall’accusa di falso in bilancio; magari ascoltare che è stato assolto perchè il fatto non costituisce più reato; e, nonostante l’attenzione prestata, non trovar traccia, nel claim, che non costituisce reato perché l’ha cancellato proprio lui, il fatto. Che era reato, quando lui l’ha commesso.

Sconforto è sentire almeno 5 volte negli ultimi 15 giorni che Andreotti è stato assolto da tutti i processi, quando invece non è stato condannato solo per sopraggiunta prescrizione dei reati contestati. Che non è la stessa cosa. Magari alla gente interesserebbe saperlo. Magari no, ma, intanto, ditelo.
Sconforto è leggere che l’Europa non considera legittima la Gasparri riguardo all’attribuzione di frequenze a Rete4, frequenze che chiunque si documentasse sapeva già che spettavano legittimamente a Europa7, che invece non trasmette. Sconforto è averlo sempre saputo, ma soprattutto è sapere che non cambierà nulla fino allo switch completo su Digitale Terrestre, quando non importerà più a nessuno.
Sconforto è vivere in un paese in cui la cima della piramide è staccata dal resto della stessa, e le leggi si fermano esattamente all’altezza di questa frattura. E’ sapere che la gente ne è cosciente, ma vive mediamente in uno status di benessere sopportabile che rende difficoltoso lanciarsi in battaglie rischiose; e altre strade per ricomporre la frattura non ne vede. O magari è semplicemente troppo sconfortata.
Sconforto è, anche, prendere due pappine da un 17enne dell’Inter in una bella partita che si poteva anche vincere, e non sentirsi neanche troppo incazzati, alla fine. Un filo sconfortati, però, sì.
Pubblicato da Telemaco il 24 Gennaio 2008 in Diario Minimo

Ce li meritiamo. (?)
Pubblicato da Telemaco il 24 Gennaio 2008 in Diario Minimo
Impossibile. E’ inutile che mi riproponga di non andare a rimpolpare ulteriormente la categoria “Politica” di questo blog, quando poi uno si trova a gustarsi multimodalmente giornate come quella di oggi.
Siccome a tirar giù pipponi moralizzanti su quanto oltraggioso sia scambiarsi saliva al Senato ci penseranno altri soloni mediatici; e dato che di compiangere me e i miei compatrioti mi sarei pure stancato; beh, dato tutto questo, opto oramai per vivermi la vita pseudopolitica italiana come una spettacolare commedia di quelle che si facevano un tempo nei teatri d’avanspettacolo, il canovaccio agli attori e tanta, tanta voglia di improvisare.
Con Prodi che prova in tutti i modi a sgambettare le ambizioni kennediane di Uoltar W. (e fa bene, che’ ’sto centrismo buonista ci ha ampiamente scartavetrato i gioielli), un Prodi non così pessimo come in tutti i modi ci stan provando a vendere, e a cui dedico il titolo, quello che svetta migliaia di palmi sopra chiunque altro, oltre le astuzie politiche di un D’Alema, i doppiogiochismi di Letta (quello piccolo) e il nascondinismo del suddetto Uoltar; oltre qualsiasi Cusumato e sopra ogni Fini, Bossi o Berlusconi; beh, sopra tutti questi c’è LUI: KOSSIGA.
Qualche minuto fa commentava:
“Calci e sputi in faccia, risse e malori
nell’emiciclo parlamentare: torna la Prima Repubblica. Finalmente! Vuol
dire che c’è ancora speranza per questo nostro Paese…”.
Applausi. Un grande.
Ah, come scritto poco fa altrove, ribadisco che, ascoltando le dichiarazioni di Kossiga al contrario, potrete tranquillamente riconoscere “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin.