Deprimente. Dopo la performance volutamente sottotono di Berlusconi, l’altro ieri, mi aspettavo che Veltroni cavalcasse l’onda dell’”uomo nuovo”. Che parlasse di soluzioni e non di intenzioni; che proponesse due, tre mosse concrete, dicendo chiaramente “il nostro progetto è questo; magari sbagliamo, ma è la nostra idea per dare una svolta a questo paese atrofico; e ci vorremmo provare”. Invece ha detto le stesse cose di Berlusconi (salari, tasse..), incartandosi sugli stessi punti (alleanze).
L’unica differenza tra i due leader nel salotto di Vespa è riconducibile all’accento dato alla parola “redistribuzione”; per Berlusconi una bestemmia da terroristi rossi, per Veltroni un auspicio da perseguire senza far piangere i ricchi (ma anche). Sottigliezza colta da uno 0.2% dei telespettatori, immagino.
Sono molto meno fiducioso di quant’ero fino a iersera; magari doveva rimanersene nascosto per un altro po’ di tempo, il Walter, lasciando noi a immaginare quello che avrebbe potuto dire.
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