E’ che sono un po’ pettegolo. Solo questo.

Il meme che più ho seguito negli ultimi 10 giorni è stato quello relativo all’AperiCisco, l’aperitivo organizzato dall’AD di Cisco Stefano Venturi con la finalità di confrontare le logiche di una grande multinazionale tecnologica con quelle di 100 blogger italiani, anzi, dei 100 blogger italiani più influenti, con Lele Dainesi capofila e promotore “lato blogosfera” dell’evento. Ero molto curioso a riguardo. Un po’ sogghignavo, ma ero anche desideroso di conoscere come sarebbero andate le cose.

Succede insomma che il meme rimbalzi da parecchio tempo, e ci credo: i blogger uniti festeggiano il fatto che le multinazionali “scendano a patti” con la produzione di informazioni “bottom up”, e cosa c’è di più vicino ad una vittoria per la blogosfera che un avvenimento del genere?

Le aspettative pratiche riguardo all’evento, in giro, sono vaghe. Certo, qualcuno pensa sarebbe stato meglio incontrarsi in azienda, e non in “campo neutro”. Anche a livello puramente “fisico”, pensandoci, l’entrata di una massa di blogger nella sede di una multinazionale era un’immagine dal potere evocativo notevole.

[inciso: questa personalissima fantasia mi ricorda parecchio un racconto di Bukowsky che mi è ricapitato tra le mani proprio ieri, "La vendetta dei Dannati". Due barboni in un dormitorio, dopo che l'ultimo goccio è oramai bello che andato, realizzano che coalizzandosi tra "paria" potrebbero diventare massa, entrare in un "posto da ricchi", un grande magazzino ad esempio, e nessuno potrebbe fermarli. E lo fanno sul serio. Ma la cosa sfugge di mano, di brutto.

E' bello immaginare che i blogger, lasciati entrare in azienda, avrebbero ceduto alla tentazione del "Saccheggio&Razzia", portando fuori a braccia router e segretarie in minigonna. Magari più router che segretarie, ok. Uhm. Magari Venturi legge Bukowsky.]

Torniamo alla’AperiCisco. Cosa succede? Non c’è uno streaming, neanche alla bell’e meglio come per i BarCamp (e, dico io, stiamo parlando di Cisco, imprecazione). Quindi mi affido ai commenti, alle reazioni, robe così. Sul sullinkato blog del LeleDainesi, non si trova traccia di un report, neanche ora. Da quello dell’altrettanto autorevole Nicola Mattina il mio aggregator segnala un titolo inquietante: Lele Dainesi lavora per Cisco. Mi faccio condizionare dalle implicazioni tipo spy-story che fantastico e vado a leggere di corsa. E ci trovo il sorpresone! La cosa più notevole dell’AperiCisco, insomma, è la firma del contratto con Cisco da parte del Dainesi, che curerà il blog italiano e le strategie di nicchia per la succitata multinazionale, da quel che si capisce. Un colpaccio, sia chiaro, e infatti complimentoni.

A questo punto mi sorge la domanda: ma quanto sarà roduto il chiccherone agli altri 99 blogger.. anzi, a quelli tra i 99 blogger rimanenti che non avevano avuto il sentore di questo coup de théâtre (anche qui sarebbe da aprire una bella parentesi, e infatti la apro, su quelli che il sentore ce l’avevano, si capisce eccome, e che han preferito non arricchire il meme originale di questa per nulla influente informazione aggiuntiva) e che tra spese, chilometri, impegno, hanno ottenuto sicuramente meno di quello che legittimamente (in my humble opinion) si aspettavano?

E allora comincio a farmi portare dai link nei commenti (evito qui di linkare perchè non saprei quali scegliere), e scartando dai messaggi i doverosi complimenti al Dainesi, il risentimento è palpabile.

Allora, in sintesi, la mia presuntuosa lettura. Una multinazionale si accorge che la blogosfera è un territorio poco esplorato per conquistare visibilità. Il brand Cisco è importante, ok, ma forse non per la Casalinga di Voghera. Sicuramente è noto e rispettato da una popolazione tecnologizzata come quella dei blogger. La multinazionale non perde tempo a far aprire un blog ad un addetto stampa tradizionale, e magari ad avere un bell’effetto boomerang tra i denti, tipo “Blog di Prodi“. Ha il contatto (per altri motivi) con uno degli opinion-maker nella blogosfera, e lo “compra“. (In senso buono, come l’Inter che compra Ibrahimovic perchè in quel ruolo è il più forte, non sto dando giudizi morali). Quindi, l’IDEA. Si organizza prima di tutto un incontro con i blogger. Ma per quale motivo, se a nessuno di loro è stato richiesto un parere su alcunche’, come chiaramente emerge? Beh, per sfruttare la blogosfera, il potere del rimbalzo e del richiamo e del tam tam e del meme e di blogbabel e della diffusione esponenziale di un’informazione.

Quindi. Quindi non è la blogosfera ad essere entrata e ad aver “piegato” le dinamiche della multinazionale. E’ quest’ultima che ha piegato la blogosfera alle proprie esigenze di immagine, di posizionamento, di visibilità. (Tanto le esternalità sono gratis, ok è un commento maligno però non ce la facevo a trattenermi). Mi suona come una roba che già pensavo..

Posto che non mi importa conoscere il diverso livello di consapevolezza che i vari attori, protagonisti e coprotagonisti, hanno avuto in questa storia, ciò che mi incuriosisce, e per cui terrò le antenne alzate in futuro, è questo: è convenuto a Cisco fare questa mossa? Le aspettative disilluse sono “buona stampa”? Cos’ha ottenuto dal tam-tam pre-evento? Click? Quantità o qualità? Non sarebbe stato più vantaggioso avere del tam-tam post-evento? (magari regalando una chiavetta USB, non lo so. O dei lecca lecca)

E, soprattutto: cosa scriveranno sul loro blog? E chi lo leggerà, tra i 99?